Hans Blüher e Sigmund Freud: uno scontro epistolare sulle teorie dell’omosessualità

Elisa Montagner

 

Una costante della Storia è il contrasto tra i generi; e mentre la donna si è posta come compito quello di assorbire il maschio nei suoi compiti familiari, il maschio ha sviluppato una tendenza […] a interpretare il proprio ruolo di genere in forme spiccatamente politiche e statuali.” (p.12)

Sull’inversione: Carteggio su omosessualità, eros e politica (1912-1913), edito da Castelvecchi Editore, è un libro che trasporta i lettori indietro nel tempo, nel cuore di un acceso duello ideologico tra due figure di spicco del ventesimo secolo: il giovane e controverso Hans Blüher (1888-1955), e il celebre fondatore della psicoanalisi, Sigmund Freud (1859-1939).

Link al libro: http://www.castelvecchieditore.com/prodotto/sullinversione/

In un periodo che va dal 1912 e 1913, in un momento cruciale nella storia della psicoanalisi e in un’epoca segnata da profonde trasformazioni sociali e culturali, Blüher e Freud si ritrovano in un dialogo epistolare fatto di tensioni, scontri, ma anche illuminanti convergenze. Il loro scambio di idee è reso elettrizzante dalle posizioni politicamente reazionarie e provocatorie del primo e dall’approccio pseudo scientifico del secondo, spinto anche dalla volontà di trovare nuovi seguaci e collaboratori.

I due intellettuali si sfidano a colpi di penna su scottanti tematiche che toccano le corde più profonde dell’identità e della sessualità umana. Dibattono di omosessualità maschile, di eros e dell’aspetto nevrotico dell’inversione, in un dialogo che vorrebbe essere universale e gettare luce su aspetti intricati come la psiche umana, ma soffre, inevitabilmente, di un condizionamento storico.

Il dialogo epistolare è stato tradotto per la prima volta in italiano da Luca Baruffa (Dottorando in Studi Germanici e Slavi presso La Sapienza Università di Roma), e all’interno del libro si trova anche il saggio Sesso & Carisma (e l’ebreo). Ombre lunghe di un carteggio breve di Stefano Franchini. Il complesso lavoro è orchestrato da Gabriele Guerra, professore associato di letteratura tedesca presso il Dipartimento di Studi Europei, Americani ed Interculturali de La Sapienza. Le sue ricerche accademiche si concentrano su diverse aree, tra cui l’ebraismo tedesco nella letteratura e nel pensiero del ventesimo secolo, la Konservative Revolution (Rivoluzione Conservatrice) ed Ernst Jünger (1895-1998), le avanguardie storiche, e l’analisi del legame tra estetica, politica e religione.

La sua profonda conoscenza del contesto storico e culturale in cui operavano Hans Blüher e Sigmund Freud arricchisce in modo significativo questa edizione italiana del carteggio. Il libro offre ai lettori l’opportunità di esplorare le menti di due eminenti intellettuali di inizio ventesimo secolo, analizzando come le loro idee si intreccino e si confrontino su temi di fondamentale importanza per la comprensione della sessualità umana e della psiche.

Il carteggio presenta innanzitutto la figura di Hans Blüher, pensatore controverso e dalle posizioni politicamente reazionarie, antisemite e antifemministe. La sua notorietà si consolidò durante la prima guerra mondiale grazie al suo ruolo di rilievo all’interno del movimento giovanile tedesco noto come Wandervogel. Questo, emerso all’alba del ventesimo secolo, promuoveva uno stile di vita all’aria aperta e un ritorno alla natura come risposta alle crescenti influenze urbane e industriali. Blüher non solo partecipò attivamente al Wandervogel, ma divenne anche uno dei suoi primi storici e teorici.

Perché si ride delle poesie cosmologiche di un uomo malato, spesso così grandiose, mentre per millenni elaborazioni simili di paranoici più famosi, come Cristo e Maometto, che sul piano del valore oggettivo non sono certo migliori, vengono prese tanto sul serio?” (6. Blüher a Freud – p.85)

La ribellione di Blüher si estese ben oltre il movimento giovanile, coinvolgendo istituzioni tradizionali come la scuola e la Chiesa, attirando così un’attenzione sia interessata che scandalizzata. Durante il passaggio dall’Impero tedesco alla Repubblica di Weimar, dopo la Grande Guerra e anche dopo il dialogo con Freud, Blüher si schierò nettamente contro il primo conflitto mondiale, sostenendo posizioni politicamente reazionarie e monarchiche. Delle sue idee faceva scalpore, ancor più delle altre, la convinzione che la pederastia e la fratellanza tra uomini costituissero i pilastri su cui costruire una nazione e uno stato più robusti, forse ispirato alle città stato greche. Questa visione, seppur controversa, trovò eco in alcune fazioni della gioventù hitleriana, evidenziando l’impatto duraturo delle sue teorie. Le sue idee influenzano ancor oggi le discussioni sulle dinamiche sociali e sessuali nel ventesimo secolo.

 

Dall’altra parte si pone Sigmund Freud, fondatore della psicoanalisi, che all’epoca stava attraversando una fase cruciale nella sua carriera. Con l’espansione della psicoanalisi e l’emergere di nuove teorie, come quelle di Jung, Adler e Stekel, Freud stava assistendo al progressivo sfaldamento del sodalizio viennese. Per questo, era alla ricerca di giovani collaboratori e seguaci che condividessero la sua visione del pansessualismo, e Blüher sembrava un possibile alleato.

Sono ormai cinque anni che mi occupo privatamente di problematiche sessuali, in particolare dell’inversione, la Sua teoria della nevrosi è stata per me una versa e propria illuminazione.” (1. Blüher a Freud – p.71)

Il punto di partenza della loro discussione fu la teoria della nevrosi di Freud sull’inversione. Blüher rifiutava l’idea che l’omosessualità fosse una “condizione” speciale appartenente a una minoranza, ma piuttosto la considerava una capacità psichica innata in tutti i soggetti di sesso biologicamente maschile della razza umana. Questa prospettiva metteva in discussione l’intero movimento di liberazione omosessuale dell’epoca. Per Blüher, il sesso “biologico” era visto come un’astrazione, mentre l’”Eros”, i fatti culturali del desiderio, rappresentava la vera realtà psicologica umana.

Mi sembra che la giusta sublimazione dell’inversione a cui aspiriamo non sia possibile senza un certo grado di connivenza sessuale: rifiutando quest’ultima, dovremmo anche rinunciare alla parte più grande e bella della prima. Ma sembra esserci un’irresistibile tendenza dei tempi e della razza a reprimere l’attività omosessuale, una tendenza che non può essere fermata dalla ragione.” (5. Freud a Blüher – p.81)

Freud interpretava l’omosessualità come un aspetto psicologico innato e intrinseco all’individuo. La normalità sessuale, per Freud, non poteva essere definita rigidamente dalla società, ma doveva essere affrontata con un approccio più aperto e basato sull’individuo stesso. La sua visione più progressista, benché colpita dal sessismo che permeava l’epoca,  ha avuto un impatto duraturo sulla comprensione della sessualità e ha contribuito alla lenta ma costante evoluzione dell’accettazione dell’omosessualità nella società occidentale.

Nonostante le loro divergenze, il carteggio con Freud provocò in Blüher una profonda e sincera ammirazione per lo psicologo tedesco. Considerava tutte le teorie divergenti da quelle di Freud come “vorfreudisch” (pre-freudiane) e auspicava che la Germania potesse avanzare verso una corretta educazione sessuale.

Il carteggio tra Hans Blüher e Sigmund Freud si presenta dunque come un’opportunità unica per esplorare l’evoluzione delle teorie sull’omosessualità tra due generazioni di pensatori affini, ma caratterizzate da prospettive radicalmente diverse. La traduzione italiana del carteggio si rivela di grande valore per studiosi e lettori italiani, donando un notevole contributo al dibattito storico e teorico sull’omosessualità. Attraverso le parole di Blüher e Freud, è possibile riflettere sulla persistente rilevanza del passato nel contesto contemporaneo. I due intellettuali, inoltre, spingono a (ri)considerare l’importanza della diversità e della comprensione nella nostra attuale concezione dell’identità sessuale e della società. Questa pubblicazione rappresenta, indubbiamente, una finestra aperta su un periodo storico e culturale intriso di sfide e prospettive innovative, resa vibrante dalla sua incredibile rilevanza nei dialoghi odierni, trattandosi di alcuni degli argomenti più scottanti dell’epoca contemporanea.

 

Apparato iconografico:

Immagine 1: copertina del libro edito Castelvecchi Editore

Immagine 2: Ritratto di profilo di Hans Blüher: https://it.wikipedia.org/wiki/Hans_Bl%C3%BCher#/media/File:Hans_Bl%C3%BCher_1888-1955.jpg

Immagine 3: Ritratto di Sigmund Freud: https://www.pickpik.com/sigmund-freud-portrait-1926-founder-of-psychoanalysis-neurologist-austrian-freud-was-born-sigismund-schlomo-133749

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