Andergraund è una realtà editoriale nata nell’Università degli Studi di Padova a cui partecipa un gruppo eterogeneo di studentesse e studenti, ed è proprio in questo ampio raggio d’azione che risiede una della caratteristiche importanti del progetto.
 

DIREZIONE
 

Martina Mecco

Martina Mecco nasce nel 1996. Si appassiona alla letteratura fin da piccola e frequenta il liceo linguistico, studiando inglese, francese e tedesco. Decide poi, dopo un po’ di esitazioni, di studiare lingue e letterature straniere all’Università degli Studi di Padova, avvicinandosi alle lingue e alle culture slave. Si laurea in letteratura tedesca con una tesi sul rapporto tra Rainer Maria Rilke e Auguste Rodin (I sonetti ad Apollo di Rilke come superamento della poetica del Dinggedicht). Ha concluso i suoi studi magistrali tra Padova e Praga discutendo la tesi La memoria culturale e l’avanguardia. L’identità collettiva del Devětsil e il caso Majakovskij a confronto. Attualmente è PhD candidate presso il Dottorato di Studi Germanici e Slavi de La Sapienza di Roma. Collabora anche con la testata EastJournal e il progetto Est/ranei, per i quali realizza articoli principalmente dedicati alla letteratura e la cultura ceca. Tra le sue passioni ci sono anche quella per il cinema e quella per la traduzione letteraria. Ha realizzato infatti alcune traduzioni letterarie dal tedesco. È, insieme a Sara Deon, l’ideatrice di questa rivista chiamata Andergraund.


Sara Deon nasce l’8 maggio del 1995 nella marca trevigiana. Precoce lettrice, si iscrive al Liceo Classico immaginandolo come un’estensione del suo interesse per la parola scritta, dove scopre che il suo entusiasmo non è condiviso poi da tutti. La sua iscrizione all’università segue lo stesso flusso di coscienza: si iscrive a Mediazione Linguistica e Culturale, dove decide di studiare russo, come continuazione naturale di una fascinazione di carattere soprattutto storico, che aveva sviluppato agli ultimi anni di liceo studiando gli eventi rivoluzionari e leggendo le poesie di Majakovskij sul manuale di letteratura. Si sta laureando alla magistrale in Lingue e Letterature Europee e Americane, con un progetto di tesi sulle forme dell’identità omosessuale nell’opera di Michail Kuzmin. Le sue aree di interesse riguardano in primis il mondo letterario, culturale e politico di fine-Ottocento e Novecento in Russia/URSS, con un occhio per il campo della queer theory; è inoltre un’avida lettrice e studiosa di narrativa nordamericana, in particolare quella postmodernista ed egomaniaca. Quando non sta leggendo, collabora con la rivista online “L’Indiependente”, dove scrive di grandi scrittori, e lavora al suo progetto divulgativo “L’Altrosessuale”, che si tradurrà nel primo semestre anche in un ciclo di incontri. Quando riesce, prova a scrivere racconti; uno di questi è stato pubblicato sulla rivista “SPLIT” di Pidgin Edizioni, intitolato La L sta per liquido. Spera, un giorno, di fare coincidere i suoi interessi con la necessità di pagare le bollette l’affitto a fine mese. Insieme a Martina Mecco, è ideatrice della rivista Andergraund.


Silvia Girotto nasce nel 1996 a Borgo Valsugana (TN) e grazie ai libri che i parenti le regalano in continuazione si appassiona fin da piccola alla lettura. In seconda elementare, alla domanda “cosa farai da grande?” risponde di voler diventare insegnante di tedesco e da quel giorno porta avanti questa idea: prima si diploma al Liceo Linguistico Arcivescovile di Trento, poi frequenta il corso triennale in lingue e letterature all’Università degli Studi di Padova. Tedesco, spagnolo e russo sono le sue lingue curricolari e il terzo anno trascorre un semestre Erasmus a Vienna, città di cui si innamora e che la porta ad appassionarsi alla letteratura austriaca. Nella stessa università frequenta poi la magistrale in Lingue e Letterature Europee e Americane, portando avanti tedesco e spagnolo. Contemporaneamente allo studio, collabora da anni come volontaria nelle attività dell’oratorio della sua parrocchia. I suoi interessi comprendono la sociolinguistica, i gender studies e la letteratura tedesca e austriaca del Novecento, in particolare la questione del mito asburgico. Tra i suoi autori preferiti spicca Joseph Roth, il cui romanzo Kapuzinergruft (La Cripta dei Cappuccini) è stato analizzato nella sua tesi triennale. Apprezza poi in particolare Thomas Mann, il cui rapporto con il femminile è argomento della sua tesi di laurea magistrale, Franz Kafka e Stefan Zweig. Fuori dall’ambito germanico si interessa in particolare a Gabriel García Márquez e nelle sue letture in generale predilige la prosa, soprattutto romanzi e racconti. Attualmente lavora come insegnante di tedesco nella Scuola Secondaria.


Michele Maltauro (1995) studia Filologia moderna all’Università degli studi di Padova. Prima della magistrale, si laurea in Lettere moderne con una tesi sul romanzo poliziesco oulipiano e Raymond Queneau, ed è sempre in triennale che si appassiona alla Letteratura ceca grazie a un corso sugli anni Sessanta in Cecoslovacchia e la primavera di Praga. Oltre che alla letteratura (e alla cosiddetta paraletteratura), i suoi interessi si rivolgono al linguaggio del cinema, ai linguaggi dell’arte, fino ad arrivare alla Storia della moda. Infatti, non ha mai creduto all’esistenza di strumenti critici di serie a o serie b, bensì alla possibilità di guardare una porzione di realtà cambiando gli occhiali da vista.


Anna Chiara Canova nasce a Sovere, un piccolo paese della bergamasca. Seconda di quattro figli cresce tra musica celtica, giochi, montagna e libri. Alle scuole medie, un testo sui cosacchi diventa la sua porta per l’Est Europa. Dalle steppe ucraine di Gogol’, passa alla Russia pietroburghese di Dostoevskij e, terminati gli studi superiori, grazie a un mese trascorso facendo volontariato nel villaggio di Stufu, giunge alla Romania. Qui rimane affascinata dalle danze popolari e dalla cultura romena, con le sue innumerevoli contraddizioni e ferite. Dopo due anni di peregrinazioni tra Irlanda e Italia, sceglie di iscriversi alla facoltà di Mediazione Linguistica e Culturale e poi alla magistrale di Lingue e Letterature Europee e Americane a Padova. Studia russo e romeno. Nel suo percorso universitario ha trascorso un periodo di studio presso l’Università Statale di Tomsk (Siberia) e un Erasmus presso l’Università Babeș-Bolyai di Cluj-Napoca (Transilvania). Appassionata di alpinismo, sci e arrampicata i suoi interessi accademici gravitano intorno all’Europa orientale, prediligendo studi storici, memorialistici, antropologici e letterari del Novecento.


Richárd Janczer nasce a Budapest ma ha vissuto a Padova dall’età di quattro anni. Ha studiato Lingue, letterature e culture moderne, laureandosi in ungherese e francese (108/110) con una tesi sull’opera di Kundera e la sua “architettura della variazione”. È iscritto alla laurea magistrale in Filologia moderna. Oltre al già citato Kundera, ama la letteratura mitteleuropea (Kristóf Ágota, Nádas Péter, Thomas Bernhard, Joseph Roth, Adam Zagajewski e Wisława Szymborska, solo per citarne alcuni) e la poesia neogreca. È sua ferma convinzione che non esistano letterature minori ma solo “periferiche”, che attendono solo un’archeologia a loro dedicata per dimostrare di valere quanto quelle di “maggiore diffusione”. È membro di Nubivaghi, collettivo poetico patavino, di cui ha anche curato la rivista online “Flâneur”. Traduce regolarmente poesia ungherese e ha tradotto per Edizioni Anfora “Scaccoparco” di Polgár Judit (2019) e la raccolta di racconti “1945 e altre storie” di Szántó T. Gábor (2021).


Piergiuseppe Calcagni nasce il 28 maggio del 1994 a Chieti. Dopo il diploma al liceo classico di Teramo, si iscrive a mediazione linguistica all’università di Pescara dove si laurea con una tesi su Kafka. Attualmente frequenta la magistrale di linguistica all’università di Padova e sta scrivendo una tesi sulla grammatica universale e la traduzione. I suoi interessi riguardano la letteratura, soprattutto quella tedesca moderna e contemporanea, la linguistica, la semiotica, la filosofia e le scienze cognitive. Le lingue che studia dalla triennale sono il tedesco e il russo, ma conosce anche l’inglese e il francese.


REDAZIONE

 

Lara Pasquini Perrott è nata a Fiesole (FI) il 5 Agosto 1995. Ha frequentato il liceo linguistico internazionale Machiavelli di Firenze, ottenendo il diploma di maturità italiano e il Bac littéraire francese con il massimo dei voti. In seguito, si è laureata in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ottenendo una votazione di 110/110 e Lode con una tesi su Miloš Crnjanski intitolata Toskana: zavičaj u tuđini mladog Crnjanskog (Toscana: la terra di appartenenza nella terra straniera del giovane Crnjanski). Il 25 Novembre 2019, ha conseguito la laurea magistrale in Lingue e Letterature europee e americane all’Università di Padova discutendo una tesi comparatistica intitolata Nuits, rêves et sommeils dans le surréalisme français et le surréalisme serbe e ottenendo il voto di 110/110 e lode. Le sue due lingue e letterature di specializzazione (triennale e magistrale) sono il francese e il serbo-croato. I suoi ambiti di interesse sono vasti e comprendono la letteratura francese e francofona, la letteratura serbo-croata, le letterature comparate, la letteratura italiana e la storia dell’arte dei secoli: XIX, XX, XXI. I generi letterari prediletti sono la poesia, il romanzo e il teatro.


Linda Caregnato nasce l’11 luglio 1997 a Camposampiero. Studia Relazioni internazionali Per il marketing a Piazzola sul Brenta, dove vive da sempre. Studia inglese, spagnolo e tedesco e nel 2016 va in Erasmus a Landshut, in Baviera. Nel 2017 si iscrive alla triennale di Lingue all’Università di Padova dove studia ceco e spagnolo. Da sempre grande amante della letteratura, da pochi anni ha scoperto anche i grandi scrittori cechi. I suoi preferiti (finora) sono Milan Kundera, Kateřina Tučková, Bianca Bellová, Jaroslav Rudiš e Michal Viewegh. Le appassiona il mondo slavo soprattutto dal punto di vista storico e vorrebbe approfondire il periodo del realismo socialista ceco. Si laurerá a ottobre con una tesi in spagnolo sul giornalismo letterario di Rosa Montero.


Bianca Dal Bo nasce nel 1998 a Conegliano. Studia Lingue e Culture Moderne nella sua amata città di Padova, in cui pensa, pur essendo perseguitata dalla sua eterna indecisione, di continuare la magistrale. Studia spagnolo, tedesco e ceco e si laurea con una tesi sulla traduzione delle poesie di Jaime Gil de Biedma, un poeta spagnolo (catalano) contemporaneo. La poesia spagnola – e la poesia in generale – del XX secolo è, in effetti, una delle sue passioni, scoperta grazie ai dieci mesi di Erasmus trascorsi nella vibrante Barcellona. Adora Rilke, Kafka e Trakl per quanto riguarda il tedesco e Hrabal, Viewegh e Kundera sono i suoi autori cechi preferiti. La attraggono i viaggi e le persone, il volontariato, le camminate in montagna e molte altre cose. Insomma, le piace in realtà assaggiare un po’ di tutto, è quindi molto aperta alla scoperta e alla conoscenza del diverso, in tutti i campi: nella letteratura, nella musica, con le persone, il cibo, la vita…


Marianna Kovács è paladina dell’Ungheria e affascinata dalla letteratura russa e degli altri paesi dell’Europa centro-orientale. Questa passione l’ha convinta a ritornare sui banchi dell’università dopo una laurea in Economia conseguita a Budapest. Ora è al secondo anno del corso magistrale di Lingue e Letterature Europee e Americane e continua a perfezionare anche la lingua russa. L’esperienza professionale di collaborazione con numerose agenzie di traduzione e lo studio universitario le permettono un approccio critico verso la traduzione letteraria, materia che ha caratterizzato la sua tesi di laurea triennale.


Stefania Feletto (1993) scopre la Russia attraverso la sua musica: studia violino da quando ha 10 anni e crescendo l’affascinano i mondi, le storie e i linguaggi dei compositori e dei musicisti russi. Con l’intenzione di avvicinarsi alla cultura di questo paese, si iscrive alla facoltà di Lingue, civiltà e scienze del linguaggio di Ca’ Foscari dove studia russo e inglese, laureandosi con una tesi sul caso della pubblicazione de Il dottor Živago di Pasternak. Nella letteratura ritrova i miti, i paesaggi, le contraddizioni e i conflitti interiori del popolo russo, conosciuti attraverso la musica. È attualmente iscritta alla laurea Magistrale di Lingue moderne per la Comunicazione e la Cooperazione Internazionale di Padova. I suoi interessi riguardano la letteratura russa del Novecento, le subculture nell’epoca sovietica, i legami e le influenze tra le varie forme d’arte dell’ultimo secolo. Accanto al percorso universitario, porta avanti lo studio del violino presso il Conservatorio di Padova.


Martina Cimino nasce a Padova nel 1995. Attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in Filologia moderna, presso l’Università degli Studi di Padova; dove ha conseguito la laurea in Lettere moderne con una tesi sul teatro mentale del Manfred di Lord Byron e il relativo allestimento di Carmelo Bene. La sua passione per la letteratura est-europea nasce in età adolescenziale con la scoperta della Russia pietroburghese di Dostoevskij e dilaga soprattutto verso i generi della poesia e degli epistolari. Da questo primo approccio deriva molta della sua formazione letteraria e della sua fascinazione per la cultura tedesca. Scrive, inoltre, per “Intermezzo”, dove ha pubblicato un articolo sulla rituale dell’evocazione negli epistolari di Marina Cvetaeva.


Claudia Deretti nasce a Bergamo il 2 febbraio 1998. La passione per i libri, la scrittura e la letteratura la porta a divorare romanzi fin dalle scuole elementari, osando volgere i primi sguardi reverenziali verso i grandi classici russi solo verso la fine del liceo. In lieve ritardo sulla tabella di marcia fa il suo ingresso in ambito universitario nel 2018, dove si iscrive al corso di Mediazione Culturale e Linguistica all’Università di Padova che tutt’ora frequenta. Si appassiona all’area serbo-croata ed est-europea, alimentando una curiosità vivace verso l’area balcanica sia da parte propria che da quella di innumerevoli parenti dall’espressione poco convinta. Aderisce entusiasta al progetto di Andergraund, con la speranza di aprirsi contro il pregiudizio promuovendo interculturalità, di condividere conoscenze ed assimilarne altrettante. Tra gli autori più conosciuti che la accompagnano da relativamente più tempo come Tolstoj, Dostoevskij, Wisława Szymborska e Herman Hesse fanno capolino autori come il solitario premio nobel Ivo Andrić, il pioniere Ante Kovačić, l’uomo sradicato Aleksandar Hemon, Meša Selimovič e i suoi personaggi stratificati e molti altri ancora da scoprire.


Martina Greco nasce in un piccolo paesino di mare del profondo sud. Da adolescente si appassiona alla letteratura trovando nei libri un’ottima forma di escapismo dalla monotonia della provincia. Un giorno, curiosando nella libreria di famiglia trova un libro ingiallito, con una copertina rigida ornata da ghirigori e una dedica all’interno: è La madre di Maksim Gorkij. Muove così i primi passi verso un mondo che la trascinerà sempre più in là: da Dostoevskij a Bulgakov, da Turgenev a Gogol’, la letteratura russa non smetterà di appassionarla, condizionando le sue scelte future e il suo percorso di vita. Si iscrive a Torino alla facoltà di lingue e letterature straniere laureandosi nel 2019 con una tesi sul romanzo Prima e Durante di Vladimir Šarov. Attualmente frequenta il corso di “Lingue e Letterature Europee e Americane” all’Università di Padova. I suoi interessi riguardano principalmente la letteratura, la storia e la filosofia russe con particolare attenzione per il fenomeno del messianesimo, il misticismo e la ricerca di alternative all’occidentalizzazione che hanno caratterizzato l’intera storia del pensiero russo.


Martina Santurri nasce a Lugano nel 1995. Attualmente frequenta la magistrale in Storia dell’Arte all’Università degli Studi di Pavia. È social media manager e responsabile grafica di “Inchiostro”, giornale degli studenti dell’Università di Pavia. È curatrice artistica di “Birdmen Magazine”, rivista di Cinema, Serie e Teatro. Le piacciono gli espressionisti astratti tranne Pollock, la senape e la lavanda. Ha realizzato la copertina di Safe and Clean, singolo del gruppo Terry Blue. Sue sono le copertine e il logo di Andergraund.


Eleonora Del Col nasce in Friuli nel 1996. Durante gli anni del liceo si appassiona alla storia e alla cultura russa. Per questo, decide di lasciare gli studi scientifici per iscriversi al corso di laurea in Mediazione Linguistica e Culturale presso l’università di Padova, scegliendo, come lingue di studio, l’inglese e il russo. Nel 2018 trascorre un periodo di studio in Estonia, all’Università di Tartu, dove sviluppa un ulteriore interesse per il mondo baltico. Dopo il conseguimento della laurea triennale, decide di proseguire gli studi a Padova, iscrivendosi alla laurea magistrale in Lingue Moderne per la Comunicazione e la Cooperazione Internazionale.  Le sue aree di interesse riguardano soprattutto la letteratura e la storia russa e sovietica del Novecento, il mondo e le culture del Caucaso e le varie forme artistiche connesse a questi mondi.


Federica Florio nasce nel 1996 ad Abano Terme (PD) e cresce con la convinzione di voler diventare medico. Decide di iscriversi al Liceo delle Scienze Applicate ed è proprio durante le lezioni di chimica e fisica che, paradossalmente, si innamora dei grandi classici russi. Decide quindi di iscriversi alla facoltà di Lingue all’Università degli Studi di Padova, dove studia russo, inglese e francese. Aggiunge poi alla lista anche il croato e trascorre un semestre Erasmus a Zagabria, dove lascia metà del cuore; la metà restante, invece, la perde a San Pietroburgo.  Attualmente si sta laureando alla magistrale di Lingue per la Comunicazione e la Cooperazione Internazionale. Oltre allo studio, collabora come facilitatrice linguistica volontaria  con un’associazione patavina. Nel tempo libero, cerca di unire forme artistiche diverse – dalla letteratura al cinema, dalla fotografia alla musica – ricreando un unico filo conduttore che ha come scopo la conservazione della memoria. Le sue principali aree di interesse riguardano il mondo letterario e culturale  di epoca sovietica, ma è anche un’avida lettrice di narrativa italiana e araba.


Maria Castorani nasce nel 1996 nell’entroterra abruzzese e migra prima a Macerata e poi a Padova per stare dietro alla più grossa fissazione della sua vita: la lingua russa. Si laurea in Mediazione Linguistica all’Università di Macerata e per la magistrale sceglie il corso di Lingue Moderne per la Comunicazione e Cooperazione Internazionale dell’Università di Padova, presso cui sta per laurearsi con un lavoro sulle prospettive del settore vitivinicolo russo. La Russia si fa strada nella sua vita durante gli anni del liceo, con i versi di Majakovskij e Chlebnikov, sotto forme diverse e solo in apparenza contraddittorie. È, in fin dei conti, proprio l’equivocità della cultura russa contemporanea e passata e la continua dialettica tra stagnazione e avanguardia a fare da motore al fascino esercitato dalle espressioni letterarie, artistiche e sociopolitiche del paese. Attualmente collabora con i progetti Global Voices e Russia in Translation.


Nicola Perencin (1991) viene dalle colline di Conegliano, da sempre ama le storie e ha una passione genuina per il mondo popolare, sia che si tratti di danza, canto, musica o tradizioni orali. Un folgorante corso universitario sul folklore ha impresso la virata decisiva ai suoi studi classici, spingendolo a passare a Filologia Moderna per approfondire i rapporti tra fiaba e mito. Dopo la laurea e qualche anno di insegnamento nella scuola superiore è tornato all’UniPD per conseguire il dottorato. Insegnare gli piaceva, ma è entusiasta dell’opportunità di crescere come ricercatore. Ora si occupa di Romania, che ha scelto come area di ricerca sia perché le particolarità storico-culturali e linguistiche dell’Altra Latinità ne fanno un caso praticamente unico (e pochi sanno che il romeno a Padova si insegna dal 1933) sia perché, fuori dall’accademia, attualmente i romeni sono la comunità migrante più numerosa d’Italia. Ma, soprattutto, perché a Est non ci si annoia mai!


Selene Prudenziato nasce il 14 gennaio del 2000 a Rovigo. L’innocente voglia di imparare costrinse la madre ad iscriverla come primina nel percorso scolastico. Fin da subito dalla prima volta nella biblioteca comunale del suo paese, scarta la sezione “libri per bambini” andando verso testi più maturi, facendo quindi nascere la sua passione per romanzi fantasy e di avventura. Durante il periodo delle scuole superiori, vissuto in un istituto tecnico industriale con indirizzo chimico, ottiene buoni risultati nei test di certificazione inglese, aprendole quindi possibilità diverse da quelle chimiche che cominciavano a starle strette. Decide quindi di iscriversi al corso di Lingue, Letterature e Mediazione culturale dell’Università di Padova. Il progetto era di studiare tedesco e russo, mantenendo l’inglese come terza lingua per migliorare ulteriormente. Cambia però piano all’ultimo e inizia a frequentare i corsi relativi alle lingue serbo-croata e polacca, tenendo comunque l’inglese come terza lingua per tranquillizzare i suoi genitori. Scopre la bellezza delle letterature polacche e balcaniche proprio grazie ai corsi universitari. Questa nuova passione va a occupare parte del tempo prima dedicato ad un altro suo interesse, la cultura giapponese.


Valentina Cancian nasce nel 1999 a Pordenone. Da piccola si avvicina al mondo della musica, iniziando a studiare chitarra classica a nove anni presso l’istituto di musica del proprio paese. Dopo aver frequentato il liceo classico di Pordenone, nel 2018 si iscrive al corso di Mediazione Linguistica all’Università degli Studi di Padova. Le lingue che sceglie di studiare in triennale sono il ceco e il russo, accompagnate poi dal portoghese come terza lingua. Nel 2019 trascorre un semestre Erasmus presso České Budějovice, una città nel sud della Repubblica Ceca. Una volta ottenuto il titolo di laurea triennale, prevede di proseguire i propri studi presso l’Università degli Studi di Padova. I suoi interessi riguardano principalmente la musica, il teatro e il cinema, con un occhio di riguardo per la Nová vlna cecoslovacca. Grazie ai suoi studi universitari, approfondisce il suo interesse per la traduzione.


Alice Bettin nasce in paesino in provincia di Padova. Sin da piccola muove i suoi passi verso la lettura frequentando la biblioteca del paese che la sua maestra le aveva fatto conoscere, ma solo al liceo linguistico matura il suo interesse per le culture straniere, fomentato dalla lettura dei grandi classici.  La passione per la Russia arriva toccando con occhi la cultura del paese, quando compie un viaggio di studio con l’Università Cà Foscari e trascorre un quadrimestre non lontano da Mosca. Si innamora delle pietre miliari della letteratura russa, da Puškin a Tolstoj. E’ anche tremendamente affascinata dall’esoterico , dal Simbolismo Russo e dalla configurazione metaforica del Secolo d’Argento,  tra i suoi preferiti figurano Brjusov e Achmatova.  Si laurea in Lingue, Civiltà e Scienze del Linguaggio all’Università Cà Foscari di Venezia con una tesi che affronta il retaggio sovietico nelle Repubbliche ex-sovietiche dell’Asia Centrale, portando l a voce dell’autorevole Kapuściński e del reportage di stile narrativo.  Sceglie di continuare il suo percorso di formazione all’Università di Padova, dove oggi frequenta il corso di Lingue e Letterature Europee e Americane, canale che le permetterebbe di avverare  uno dei suoi sogni nel cassetto: insegnare. La facoltà di Padova le ha permesso di approfondire lo studio della letteratura di lingua tedesca, mondo che ha catturato la sua attenzione soprattutto con Hermann Hesse.   Una fetta importante del suo tempo libero è dedicata alla sua passione per il cinema e per l’arte figurativa. Ama leggere un romanzo e vederne la sua trasposizione cinematografica. In particolare, il periodo delle avanguardie cattura la sua attenzione in tutte le arti. Oggi, sta preparando la tesi di laurea magistrale e rivolge la sua curiosità verso il mondo dell’editoria.


Simone Scarlata nasce il 5 Maggio 1998 a Reggio Calabria, città nella quale consegue il diploma di liceo scientifico. Si trasferisce a Padova per studiare inglese e tedesco, laureandosi in “Lingue, Letterature e Mediazione Culturale” con una tesi sui rimandi intertestuali tra “Lost” e “Il Signore delle Mosche”. Sempre a Padova prosegue i suoi studi col corso di “Lingue e Letterature Europee e Americane”. Tra i suoi interessi spiccano la poesia lirica (con un occhio di riguardo alla tradizione italiana novecentesca), la cinematografia, il teatro musicale americano e sopratutto la musica classica tra XIX e XX secolo.


Yuliya Oleksiivna Corrao Murdasova nasce nei pressi di L’viv, Ucraina, nel 1992 in una famiglia ucraino-russa. L’insostenibile situazione socio-economica del Paese spinge molte persone ad emigrare, tra cui anche la sua famiglia. Dopo qualche anno in Russia, si stabiliscono in Italia: dapprima in Calabria, poi in Veneto e finalmente in Toscana. Si laurea a Padova in Mediazione linguistica e culturale (tesi “Situazione linguistica in Ucraina: rapporti tra ucraino e russo”, 2016) e prosegue gli studi tra Mosca e Pisa dove si laurea in Linguistica focalizzando la sua attenzione sulla sociolinguistica e psicolinguistica con una tesi sull’immagine linguistica del mondo russo, traduzione e ricerca qualitativa (2018). Dopo una parentesi di studio e lavoro a Mosca, si stabilisce in Toscana dove attualmente insegna lingua russa, inglese e italiano L2 e traduce. I suoi interessi di ricerca vertono verso la situazione linguistica e letteraria (contemporanea) ucraina e russa, al fenomeno socio-antropologico delle migrazioni dai Paesi ex-sovietici verso l’Italia e le conseguenze culturali, ma anche all’insegnamento di italiano L2 ai discenti slavi. Negli ultimi anni si interessa di editoria e traduzione letteraria. Appassionata di scrittura creativa, viaggi e fotografia.


Elisa Montagner (1997) nasce vicino a Venezia e fin da piccola dimostra un profondo interesse verso il teatro e la musica. Dopo essersi laureata in Lingue, Letterature e Mediazione Culturale all’Università di Padova con una tesi sull’omoerotismo tribade e sodomita nell’Europa moderna, ha lavorato a Berlino come redattrice e traduttrice per Babbel e La Rivista di Babbel – compagnia per la quale lavora ancor oggi. Attualmente, mentre aspetta di tornare nella sua amata capitale tedesca, studia Lingue e Letterature Europee e Americane all’Università di Padova, approfondendo lo studio del tedesco e dell’inglese. Gender e queer studies sono i suoi principali campi di ricerca, tanto da aver iniziato un percorso di studi sui manoscritti miniati nel protogermanico e nell’inglese medievale per corroborare gli studi avviati durante la laurea triennale. Nel tempo libero, oltre a leggere, ama fare ricerca nel campo musicale soprattutto per quanto riguarda la musica minimalista, elettronica e classica e guardare film surrealisti.


Paolo Ciocci nasce nel 1992 in un paesino abruzzese. Da sempre favorevole ad ogni contaminazione tra discipline umanistiche e branche scientifiche, si iscrive a Scienza dei Materiali nell’amata Padova e si laurea con una tesi in elettrocatalisi per la produzione di energia dall’idrogeno. Parallelamente, non abbandona mai la dedizione alla lettura, prediligendo la letteratura mitteleuropea contemporanea e quella sudamericana del Novecento, con un occhio di riguardo verso la narrativa sperimentale. Le sue passioni variano dalle poesie di Sylvia Plath al design algoritmico. Attualmente è dottorando in opto-elettrochimica all’Université de Paris.


Cristiano Schirano nasce sul mare, a Taranto, nel 1995. Formatosi presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, è stato, per quattro anni, presidente di un’associazione universitaria con l’obiettivo di scrivere, montare e realizzare spettacoli teatrali nelle lingue straniere insegnate presso il Dipartimento di Interpretazione e Traduzione del Campus di Forlì dell’Ateneo bolognese. A cavallo tra la triennale e la magistrale fa i tre incontri più importanti della sua vita: il primo è di stimolo al secondo (con Tolstoj), che, a sua volta, lo conduce al terzo: la frequentazione abusiva dei corsi di letteratura russa presso l’Ateneo (per abusiva, s’intende senza sostenerne gli esami). Il teatro, con la sua pratica e semiotica, la filologia e le lettere, la musica, il cinema (quando è fatto a regola d’arte) e la cucina sono i suoi maggiori interessi.


Valentina Carnali (1998) nasce e cresce a Pesaro, cittadina di fronte al Mar Adriatico. Studia Cinema e Fotografia alla Scuola del Libro di Urbino, un anno di Restauro di materiali librario-archivistici-fotografici per poi passare alla facoltà di Storia all’Università di Bologna, studiando per la sua laurea triennale. Vive un anno a Praga, dove studia alla Univerzita Karlova Storia Contemporanea e Storia di genere di Cecoslovacchia e Unione Sovietica durante il suo Erasmus+, e vive momentaneamente ad Helsinki. Già fervida appassionata della lingua russa (che studia – o prova a farlo – da autodidatta) e della cultura russa prima di partire per la Mitteleuropa, un fruttuoso incontro nei vicoli praghesi la fa innamorare della letteratura ceca. La sua curiosità, poi, la porterà ad esplorare i terreni della letteratura ungherese e polacca. Accanto alla lettura e la letteratura, il cinema è una delle sue più grandi  passioni. Soprattutto la cinematografia «al tempo della Cortina» è il suo focus d’interesse: Jiří Menzel, Miklós Jacsó, Elem Klimov, Andrej Tarkovskij, Marta Mészáros, Larisa Šept’ko, Kira Muratova, tutti nomi presenti nella sua lista “Film e Registi” che si allunga ogni giorno di più. La collaborazione con Andergraund è di doppia importanza: diffondere e far conoscere una cinematografia di altissima qualità  un po’ nascosta (cercando soprattutto di promuovere maggiormente grandi capolavori di registe donne, oscurate – a volte – dai più circolanti nomi maschili) e nutrire la sua insaziabile necessità di guardare film.