Andergraund è una realtà editoriale nata nell’Università degli Studi di Padova a cui partecipa un gruppo eterogeneo di studentesse e studenti, ed è proprio in questo ampio raggio d’azione che risiede una della caratteristiche importanti del progetto.
 

DIREZIONE

 

Martina Mecco nasce nel 1996. Dopo qualche esitazione, decide di studiare lingue e letterature straniere all’Università degli Studi di Padova dove si laurea in letteratura tedesca con una tesi sul rapporto tra Rainer Maria Rilke e Auguste Rodin. Verso la fine della triennale inciampa nella letteratura ceca, incontro che la porterà a trasferirsi per un periodo a Praga – dove gravita tutt’ora – per studiare i rapporti tra l’avanguardia ceca e Vladimir Majakovskij. Recidiva, inizia un dottorato in Studi Germanici e Slavi presso Sapienza Università di Roma e la Karlova Univerzita v Praze scrivendo una resi dedicata all’attività di Roman Jakobson nella Cecoslovacchia interbellica. Ha collaborato con Est/ranei, EastJournal e Meridiano 13. Recentemente ha co-tradotto per Einaudi La mia Russia. Storie di un Paese perduto di Elena Kostjučenko e alcuni testi all’interno di una antologia di letteratura slovacca contemporanea. È, insieme a Sara Deon, l’ideatrice di Andergraund Rivista.


Silvia Girotto nasce nel 1996 a Borgo Valsugana (TN) e grazie ai libri che i parenti le regalano in continuazione si appassiona fin da piccola alla lettura. In seconda elementare, alla domanda “cosa farai da grande?” risponde di voler diventare insegnante di tedesco e da quel giorno porta avanti questa idea: prima si diploma al Liceo Linguistico Arcivescovile di Trento, poi frequenta il corso triennale in lingue e letterature all’Università degli Studi di Padova. Tedesco, spagnolo e russo sono le sue lingue curricolari e il terzo anno trascorre un semestre Erasmus a Vienna, città di cui si innamora e che la porta ad appassionarsi alla letteratura austriaca. Nella stessa università frequenta poi la magistrale in Lingue e Letterature Europee e Americane, portando avanti tedesco e spagnolo. Contemporaneamente allo studio, collabora da anni come volontaria nelle attività dell’oratorio della sua parrocchia. I suoi interessi comprendono la sociolinguistica, i gender studies e la letteratura tedesca e austriaca del Novecento, in particolare la questione del mito asburgico. Tra i suoi autori preferiti spicca Joseph Roth, il cui romanzo Kapuzinergruft (La Cripta dei Cappuccini) è stato analizzato nella sua tesi triennale. Apprezza poi in particolare Thomas Mann, il cui rapporto con il femminile è argomento della sua tesi di laurea magistrale, Franz Kafka e Stefan Zweig. Fuori dall’ambito germanico si interessa in particolare a Gabriel García Márquez e nelle sue letture in generale predilige la prosa, soprattutto romanzi e racconti. Attualmente lavora come insegnante di tedesco nella Scuola Secondaria.


Eleonora Smania nasce il 13 febbraio del 1998 nella piccola cittadina di Camposampiero. Durante gli anni di studio presso il liceo linguistico Newton-Pertini (dove studia inglese, spagnolo e tedesco), conosce e s’appassiona alla produzione artistica di Vasilij Kandinskij. Saranno proprio i quadri del celebre pittore a farla avvicinare con interesse alla lingua, letteratura e cultura russa. Ottenuto il diploma, si iscrive al corso triennale di Lingue, Letterature e Mediazione Culturale presso l’Università di Padova, dedicandosi allo studio di lingua e letteratura inglese e russa. Si laurea, portando come argomento di tesi gli esperimenti teatrali di Vera Fedorovna Komissarževskaja, celebre attrice russa del Secolo d’Argento amata dal pubblico e acclamata dalla critica. Dopo aver ottenuto il titolo di laurea triennale decide di frequentare il corso magistrale di Lingue e Letterature Europee e Americane. Per il suo elaborato finale sceglie di analizzare il fenomeno linguistico del turpiloquio russo (maternaja bran’) a livello linguistico e culturale. Ogni scusa è buona per parlare di teatro, graphic novels e prosa narrativa russa sui toni del fantastico e surreale.


Marco Jakovljević nasce nel 1997 da padre croato e madre toscana nel sud delle Marche. Fin da piccolo si appassiona alla storia e alle lingue straniere (soprattutto quelle slave). Quest’ultima passione lo porta ad iscriversi al liceo linguistico della sua città, dove studia inglese, spagnolo e francese. Dopo la maturità, conseguita nel 2016, studia due anni lettere, per poi iscriversi definitivamente a lingue e letterature straniere a Macerata, dove studia russo e tedesco. Da sempre appassionato alla musica new-wave e rock jugoslava (complice il padre) e alla storia della Jugoslavia socialista, scrive, per la sua laurea triennale, una tesi in storia dell’Europa orientale intitolata E’ bello essere giovani nella nostra patria: cultura giovanile nella Jugoslavia socialista dagli anni Settanta al 1991, tesi che spera di tramutare in libro. Ha studiato serbo-croato e sloveno a Padova, dove si è laureato con lode con una tesi redatta in croato sulla disumanizzazione del nemico nelle opere per ragazzi di Hrvoje Hitrec. Attualmente è dottorando presso il dipartimento di Letterature comparate della facoltà di studi umanistici dell’Università di Zagabria. La sua ricerca verte sulla narrativa riguardante il mondo dei giovani a cavallo tra anni settanta, ottanta e novanta in Jugoslavia (con enfasi su Croazia e Slovenia) e in Italia.
 

Claudia Fiorito nasce a Napoli nel 1994. Si laurea all’Università “L’Orientale” in Mediazione linguistica e Culturale nel 2017 con una tesi in Storia e Critica del Cinema sulle avanguardie sovietiche e le neuroscienze. Conclude con lode il percorso magistrale nel 2019 con uno studio sull’evoluzione della lingua russa dopo il crollo dell’Urss attraverso un excursus cinematografico. Al momento conduce il dottorato di ricerca all’Università di Padova: il sue linee di ricerca riguardano la storia del cinema sovietico e post-sovietico, la storia della Guerra Fredda, il cinema fantascientifico, la storia dei rapporti culturali tra Occidente ed Urss.


Richárd Janczer nasce a Budapest ma ha vissuto a Padova dall’età di quattro anni. Ha studiato Lingue, letterature e culture moderne, laureandosi in ungherese e francese (108/110) con una tesi sull’opera di Kundera e la sua “architettura della variazione”. È iscritto alla laurea magistrale in Filologia moderna. Oltre al già citato Kundera, ama la letteratura mitteleuropea (Kristóf Ágota, Nádas Péter, Thomas Bernhard, Joseph Roth, Adam Zagajewski e Wisława Szymborska, solo per citarne alcuni) e la poesia neogreca. È sua ferma convinzione che non esistano letterature minori ma solo “periferiche”, che attendono solo un’archeologia a loro dedicata per dimostrare di valere quanto quelle di “maggiore diffusione”. È membro di Nubivaghi, collettivo poetico patavino, di cui ha anche curato la rivista online “Flâneur”. Traduce regolarmente poesia ungherese e ha tradotto per Edizioni Anfora “Scaccoparco” di Polgár Judit (2019) e la raccolta di racconti “1945 e altre storie” di Szántó T. Gábor (2021).


Piergiuseppe Calcagni nasce il 28 maggio del 1994 a Chieti. Dopo il diploma al liceo classico di Teramo, si iscrive a mediazione linguistica all’università di Pescara dove si laurea con una tesi su Kafka. Attualmente frequenta la magistrale di linguistica all’università di Padova e sta scrivendo una tesi sulla grammatica universale e la traduzione. I suoi interessi riguardano la letteratura, soprattutto quella tedesca moderna e contemporanea, la linguistica, la semiotica, la filosofia e le scienze cognitive. Le lingue che studia dalla triennale sono il tedesco e il russo, ma conosce anche l’inglese e il francese.


REDAZIONE

 

Martina Greco nasce in un piccolo paesino di mare del profondo sud. Da adolescente si appassiona alla letteratura trovando nei libri un’ottima forma di escapismo dalla monotonia della provincia. Un giorno, curiosando nella libreria di famiglia trova un libro ingiallito, con una copertina rigida ornata da ghirigori e una dedica all’interno: è La madre di Maksim Gorkij. Muove così i primi passi verso un mondo che la trascinerà sempre più in là: da Dostoevskij a Bulgakov, da Turgenev a Gogol’, la letteratura russa non smetterà di appassionarla, condizionando le sue scelte future e il suo percorso di vita. Si iscrive a Torino alla facoltà di lingue e letterature straniere laureandosi nel 2019 con una tesi sul romanzo Prima e Durante di Vladimir Šarov. Attualmente frequenta il corso di “Lingue e Letterature Europee e Americane” all’Università di Padova. I suoi interessi riguardano principalmente la letteratura, la storia e la filosofia russe con particolare attenzione per il fenomeno del messianesimo, il misticismo e la ricerca di alternative all’occidentalizzazione che hanno caratterizzato l’intera storia del pensiero russo.


Federica Florio nasce nel 1996 ad Abano Terme (PD) e cresce con la convinzione di voler diventare medico. Decide di iscriversi al Liceo delle Scienze Applicate ed è proprio durante le lezioni di chimica e fisica che, paradossalmente, si innamora dei grandi classici russi. Decide quindi di iscriversi alla facoltà di Lingue all’Università degli Studi di Padova, dove studia russo, inglese e francese. Aggiunge poi alla lista anche il croato e trascorre un semestre Erasmus a Zagabria, dove lascia metà del cuore; la metà restante, invece, la perde a San Pietroburgo. Attualmente insegna lingua e letteratura inglese in un liceo di Padova. Nel tempo libero, cerca di farsi strada nel mondo dell’insegnamento e tenta di convincere più persone possibili ad amare smodatamente la lettura e la scrittura creativa. Le sue principali aree di interesse riguardano la fotografia analogica in bianco e nero e il mondo letterario e culturale di epoca sovietica, ma è anche un’avida lettrice di narrativa serbo-croata e slovena.


Maria Castorani nasce nel 1996 nell’entroterra abruzzese e migra prima a Macerata e poi a Padova per stare dietro alla più grossa fissazione della sua vita: la lingua russa. Si laurea in Mediazione Linguistica all’Università di Macerata e per la magistrale sceglie il corso di Lingue Moderne per la Comunicazione e Cooperazione Internazionale dell’Università di Padova, presso cui sta per laurearsi con un lavoro sulle prospettive del settore vitivinicolo russo. La Russia si fa strada nella sua vita durante gli anni del liceo, con i versi di Majakovskij e Chlebnikov, sotto forme diverse e solo in apparenza contraddittorie. È, in fin dei conti, proprio l’equivocità della cultura russa contemporanea e passata e la continua dialettica tra stagnazione e avanguardia a fare da motore al fascino esercitato dalle espressioni letterarie, artistiche e sociopolitiche del paese. Attualmente collabora con i progetti Global Voices e Russia in Translation.


Alice Bettin nasce in paesino in provincia di Padova. Sin da piccola muove i suoi passi verso la lettura frequentando la biblioteca del paese che la sua maestra le aveva fatto conoscere, ma solo al liceo linguistico matura il suo interesse per le culture straniere, fomentato dalla lettura dei grandi classici.  La passione per la Russia arriva toccando con occhi la cultura del paese, quando compie un viaggio di studio con l’Università Cà Foscari e trascorre un quadrimestre non lontano da Mosca. Si innamora delle pietre miliari della letteratura russa, da Puškin a Tolstoj. E’ anche tremendamente affascinata dall’esoterico , dal Simbolismo Russo e dalla configurazione metaforica del Secolo d’Argento,  tra i suoi preferiti figurano Brjusov e Achmatova.  Si laurea in Lingue, Civiltà e Scienze del Linguaggio all’Università Cà Foscari di Venezia con una tesi che affronta il retaggio sovietico nelle Repubbliche ex-sovietiche dell’Asia Centrale, portando l a voce dell’autorevole Kapuściński e del reportage di stile narrativo.  Sceglie di continuare il suo percorso di formazione all’Università di Padova, dove oggi frequenta il corso di Lingue e Letterature Europee e Americane, canale che le permetterebbe di avverare  uno dei suoi sogni nel cassetto: insegnare. La facoltà di Padova le ha permesso di approfondire lo studio della letteratura di lingua tedesca, mondo che ha catturato la sua attenzione soprattutto con Hermann Hesse.   Una fetta importante del suo tempo libero è dedicata alla sua passione per il cinema e per l’arte figurativa. Ama leggere un romanzo e vederne la sua trasposizione cinematografica. In particolare, il periodo delle avanguardie cattura la sua attenzione in tutte le arti. Oggi, sta preparando la tesi di laurea magistrale e rivolge la sua curiosità verso il mondo dell’editoria.


Nato vicino a Torino nel 1998, Giulio Scremin ha studiato Lingue e Letterature Polacca e Serba e Croata a Torino e Linguistica a Padova. Scopre la traduzione letteraria nel 2019, durante il suo Erasmus a Breslavia, e spera di non doverla abbandonare più. Tra i suoi interessi spiccano il reportage polacco contemporaneo e la ricostruzione dello slavo comune. Dal 2021 collabora con Andergraund, per la quale ha redatto articoli e proposto traduzioni soprattutto di area polacca. Insieme all’associazione Spostiamo Mari e Monti, accompagna ragazzi, studenti e giovani interessati in Polonia, in visita ai luoghi della memoria storica della Seconda Guerra Mondiale. Nel 2024 è coordinatore di un progetto del Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università degli studi di Padova relativo alle letterature polacca, russa, serba e croata e slovena. Ama la poesia, la musica e il teatro.


Stefania Feletto (1993) scopre la Russia attraverso la sua musica: studia violino da quando ha 10 anni e crescendo l’affascinano i mondi, le storie e i linguaggi dei compositori e dei musicisti russi. Con l’intenzione di avvicinarsi alla cultura di questo paese, si iscrive alla facoltà di Lingue, civiltà e scienze del linguaggio di Ca’ Foscari dove studia russo e inglese, laureandosi con una tesi sul caso della pubblicazione de Il Dottor Živago di Pasternak. Nella letteratura ritrova i miti, i paesaggi, le contraddizioni e i conflitti interiori del popolo russo, conosciuti attraverso la musica. È attualmente iscritta alla laurea Magistrale di Lingue moderne per la Comunicazione e la Cooperazione Internazionale di Padova. I suoi interessi riguardano la letteratura russa del Novecento, le subculture nell’epoca sovietica, i legami e le influenze tra le varie forme d’arte dell’ultimo secolo. Accanto al percorso universitario, porta avanti lo studio del violino presso il Conservatorio di Padova.


Martina Cimino nasce a Padova nel 1995. Attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in Filologia moderna, presso l’Università degli Studi di Padova; dove ha conseguito la laurea in Lettere moderne con una tesi sul teatro mentale del Manfred di Lord Byron e il relativo allestimento di Carmelo Bene. La sua passione per la letteratura est-europea nasce in età adolescenziale con la scoperta della Russia pietroburghese di Dostoevskij e dilaga soprattutto verso i generi della poesia e degli epistolari. Da questo primo approccio deriva molta della sua formazione letteraria e della sua fascinazione per la cultura tedesca. Scrive, inoltre, per “Intermezzo”, dove ha pubblicato un articolo sulla rituale dell’evocazione negli epistolari di Marina Cvetaeva.

Simone Scarlata nasce il 5 Maggio 1998 a Reggio Calabria, città nella quale consegue il diploma di liceo scientifico. Si trasferisce a Padova per studiare inglese e tedesco, laureandosi in “Lingue, Letterature e Mediazione Culturale” con una tesi sui rimandi intertestuali tra “Lost” e “Il Signore delle Mosche”. Sempre a Padova prosegue i suoi studi col corso di “Lingue e Letterature Europee e Americane”. Tra i suoi interessi spiccano la poesia lirica (con un occhio di riguardo alla tradizione italiana novecentesca), la cinematografia, il teatro musicale americano e sopratutto la musica classica tra XIX e XX secolo.


Yuliya Oleksiivna Corrao Murdasova nasce nei pressi di L’viv, Ucraina, nel 1992 in una famiglia ucraino-russa. L’insostenibile situazione socio-economica del Paese spinge molte persone ad emigrare, tra cui anche la sua famiglia. Si laurea a Padova (tesi Situazione linguistica in Ucraina: rapporti tra ucraino e russo) e poi a Pisa (tesi Immagine linguistica del mondo russo, traduzione e ricerca qualitativa) e Mosca dove inizia un percorso di dottorato in psicolinguistica (ricerca Apprendimento e sviluppo cognitivo del bilinguismo infantile russo-italiano). Le sue aree di studio si focalizzano sulla interculturalità (identità, migrazioni, traduzioni), psicolinguistica e didattica per stranieri applicate al contesto e lingua ucraina, russa, inglese e italiana. Attualmente insegna lingua e cultura ucraina, russa e italiano L2, traduce e si occupa di divulgazione della situazione linguistica e letteraria ucraina. Collabora con diverse case editrici e il progetto Est/ranei; cura corsi di formazione sull’inclusione e partecipa a eventi in qualità di moderatrice e interprete. 


Elisa Montagner (1997), originaria dei dintorni di Venezia, ha coltivato fin da piccola un profondo interesse per il teatro e la musica. Dopo aver conseguito la Laurea Magistrale in Lingue e Letterature Europee e Americane presso l’Università di Padova, con una tesi focalizzata su Hans Sachs e la Badkultur nella Prima Epoca Moderna in Germania, ha vissuto e lavorato a Berlino e Tübingen. Durante la sua permanenza a Tübingen, ha collaborato come assistente di lingua nel dipartimento di italianistica con il Prof. Dr. Vittorio Prada. Attualmente, risiede e lavora a Innsbruck, dove insegna italiano. I suoi principali campi di interesse riguardano gli studi di genere e queer. Nel tempo libero, oltre alla lettura, si dedica alla ricerca nel campo musicale, con una particolare predilezione per la musica minimalista, elettronica e jazz, svolgendo anche l’attività di DJ e collezionista di dischi in vinile. Appassionata di cinema surreale, trova piacere nell’esplorare nuove espressioni artistiche e culturali.


Cristiano Schirano nasce sul mare, a Taranto, nel 1995. Formatosi presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, è stato, per quattro anni, presidente di un’associazione universitaria con l’obiettivo di scrivere, montare e realizzare spettacoli teatrali nelle lingue straniere insegnate presso il Dipartimento di Interpretazione e Traduzione del Campus di Forlì dell’Ateneo bolognese. A cavallo tra la triennale e la magistrale fa i tre incontri più importanti della sua vita: il primo è di stimolo al secondo (con Tolstoj), che, a sua volta, lo conduce al terzo: la frequentazione abusiva dei corsi di letteratura russa presso l’Ateneo (per abusiva, s’intende senza sostenerne gli esami). Il teatro, con la sua pratica e semiotica, la filologia e le lettere, la musica, il cinema (quando è fatto a regola d’arte) e la cucina sono i suoi maggiori interessi.


Nato nell’unica regione d’Italia al plurale, dopo varie peripezie Giorgio Scalzini si cimenta nello studio della lingua e della cultura russa, pensando bene che ciò sia in sintonia con il suo innato fatalismo. Tale scelta lo porta all’Università di Padova, dove consegue la laurea magistrale nel 2021, con in mezzo un soggiorno-studio a Mosca felicemente coinciso con gli scenari post-apocalittici della prima ondata di pandemia. Non soddisfatto, pochi mesi più tardi Giorgio ha la malsana idea di intraprendere un dottorato di ricerca nella stessa università, specializzandosi in letteratura russa contemporanea con un occhio di riguardo ai suoi generi prediletti: fantasy e fantascienza. Tra mille gioie e altrettanti dolori, in cuor suo Giorgio sa che rifarebbe tutto allo stesso modo.


Marco Biasio nasce a Padova nello stesso anno in cui la compianta Prima repubblica elabora la sua migliore invenzione di sempre: il prelievo forzoso. Poiché la vita è una ed è breve gli piace leggere, ascoltare e guardare quante più cose possibile, ancor meglio se slave. Ogni tanto gli capita di imbrattare della carta parlando della sua occupazione principale, la linguistica slava. Sa di non sapere e la cosa, tra alti e bassi, lo rende ancora felice.


Niccolò Gualandris nasce a Bergamo nel 1999. È studente magistrale di Lettere moderne presso l’Università degli Studi di Milano e collabora con alcune riviste culturali. Si interessa prevalentemente di letteratura, cinema e Storia europea contemporanea e del Novecento. Negli spazi tra lettura e vita esercita con molta moderazione la scrittura.


Bianca Dal Bo nasce nel 1998 a Conegliano. Studia Lingue e Culture Moderne nella sua amata città di Padova, in cui pensa, pur essendo perseguitata dalla sua eterna indecisione, di continuare la magistrale. Studia spagnolo, tedesco e ceco e si laurea con una tesi sulla traduzione delle poesie di Jaime Gil de Biedma, un poeta spagnolo (catalano) contemporaneo. La poesia spagnola – e la poesia in generale – del XX secolo è, in effetti, una delle sue passioni, scoperta grazie ai dieci mesi di Erasmus trascorsi nella vibrante Barcellona. Adora Rilke, Kafka e Trakl per quanto riguarda il tedesco e Hrabal, Viewegh e Kundera sono i suoi autori cechi preferiti. La attraggono i viaggi e le persone, il volontariato, le camminate in montagna e molte altre cose. Insomma, le piace in realtà assaggiare un po’ di tutto, è quindi molto aperta alla scoperta e alla conoscenza del diverso, in tutti i campi: nella letteratura, nella musica, con le persone, il cibo, la vita…


Marianna Kovács è paladina dell’Ungheria e affascinata dalla letteratura russa e degli altri paesi dell’Europa centro-orientale. Questa passione l’ha convinta a ritornare sui banchi dell’università dopo una laurea in Economia conseguita a Budapest. Ora è al secondo anno del corso magistrale di Lingue e Letterature Europee e Americane e continua a perfezionare anche la lingua russa. L’esperienza professionale di collaborazione con numerose agenzie di traduzione e lo studio universitario le permettono un approccio critico verso la traduzione letteraria, materia che ha caratterizzato la sua tesi di laurea triennale.


Paolo Ciocci nasce nel 1992 in un paesino abruzzese. Da sempre favorevole ad ogni contaminazione tra discipline umanistiche e branche scientifiche, si iscrive a Scienza dei Materiali nell’amata Padova e si laurea con una tesi in elettrocatalisi per la produzione di energia dall’idrogeno. Parallelamente, non abbandona mai la dedizione alla lettura, prediligendo la letteratura mitteleuropea contemporanea e quella sudamericana del Novecento, con un occhio di riguardo verso la narrativa sperimentale. Le sue passioni variano dalle poesie di Sylvia Plath al design algoritmico. Attualmente è dottorando in opto-elettrochimica all’Université de Paris.