“Elias Canetti. Il pescatore nei secoli”: il lavoro di analisi di Alfonso Musci

Silvia Girotto

 

A maggio 2021 è uscita per la casa editrice Castelvecchi un’opera di analisi dello storico della filosofia Alfonso Musci, classe 1981, autore che propone in Elias Canetti. Il pescatore nei secoli un’interpretazione particolarmente precisa del pensiero dello scrittore di origine bulgara. Egli tiene in considerazione solo in parte quelli che sono i tratti più comunemente noti dell’autore, conosciuto principalmente per la sua autobiografia in tre volumi, il suo romanzo Die Blendung (“Auto da fé”, 1935) e per il suo saggio Masse und Macht (“Massa e potere”, 1960). Canetti è un autore cosmopolita, “europeo” nel senso più profondo del termine in quanto grande conoscitore e osservatore della realtà novecentesca del Vecchio Continente – si ricordi che egli visse a contatto con diverse culture all’interno dei confini europei e conobbe molti tra i personaggi del panorama letterario dell’epoca. Egli si trova ad ammirare il suo tempo dalla nascita nell’anno 1905 fino alla morte, avvenuta nel 1994, con un particolare focus sulla questione della filosofia della massa. Come può l’essere umano gestire questa entità? Come mettere in pratica una politica efficace tenendo conto della sua forza? E come osservare questa realtà in cui la massa e la politica si muovono congiuntamente e influenzandosi a vicenda? Queste domande solcano il mare di temi proposti da Canetti e ripresi da Musci in questa analisi, il quale vuole offrire uno sguardo preciso su un autore assai citato ma non così tanto approfondito.

Link al libro: http://www.castelvecchieditore.com/prodotto/elias-canetti/

Attraverso il dialogo con i modelli di Elias Canetti, Musci mostra con un’analisi profonda e molto ben documentata una visione chiara della filosofia canettiana, così specifica da potersi ritenere apprezzabile davvero forse solo dagli “addetti ai lavori”. Senza riprendere temi e caratteri generali delle principali opere canettiane – non ve ne sarebbe davvero lo spazio – Alfonso Musci si concentra per prima cosa sul concetto di politica per Canetti, che come primo passo deve comprendere cosa sia la massa e come gestirla in un nuovo modo di fare politica. Egli stesso si definisce un “impolitico”, ma in una maniera diversa dalle Considerazioni di un impolitico di Thomas Mann: è questa una concezione in cui massa e potere coesistono e in cui la politica, attaccata dall’interno, viene riconsiderata. La massa è infatti contraria al potere ed essa stessa è identificata con il potere in un rapporto che Canetti rimanda a uno stato primordiale. Collega infatti ad essa il concetto di spontaneità, un valore che nella filosofia dello scrittore assume importanti tratti. Il silenzio e l’ascolto spontaneo sono infatti alla base della sua osservazione di ciò che lo circonda. Il suo osservare significa non cogliere il dettaglio, bensì i suoni di fondo, ciò che nel momento attuale e anche nel corso della Storia si vorrebbe dimenticare. Questo rende l’autore estremamente attuale in diversi contesti certo non distanti dal lettore, in cui sempre più si fa fatica a ricordare anche ciò che rende meno orgoglioso il suo pubblico. Così Musci riferendosi a questa modalità di osservazione:

Un pescare ‘nei secoli’ le memorie perdute: […] Uno che va a pescare nei secoli solo ciò che i secoli avrebbero volentieri dimenticato […,] rinvenire ovunque e in ognuno una scintilla sacra.” (p. 58)

Questa considerazione dell’esistenza di “innumerevoli centri” (p. 59) da cui partire per poter davvero ammirare la Storia e l’esistenza nel suo insieme, porterà lo scrittore di origine bulgara a focalizzarsi non solo sull’essere umano, ma anche sul regno animale. Musci affronta qui in un intero capitolo l’opinione di Canetti in merito al mondo della fauna, che lo porterà a definire il suo stesso pensiero come un “pensare per animali”. A questa modalità di pensiero e riflessione si collega, inoltre, una delle caratteristiche fondamentali delle sue analisi dell’esistenza, tema inconfutabile della sua vita fin dall’infanzia. Già nella sua autobiografia, in modo particolare nel primo volume Die gerettete Zunge (“La lingua salvata”, 1977, in Italia dal 1991) spicca infatti l’importanza della lingua parlata durante la giovinezza dell’autore, qui ribadita da Musci. La lingua è infatti centro della memoria, mezzo attraverso cui l’esistenza viene a crearsi grazie al ricordo del passato. Ma se da una parte la lingua materna – come sottolinea Musci per elezione il tedesco e per nascita lo spagnolo sefardita – è la modalità di riprendere la propria Lebensgeschichte (Storia della vita), il già nominato “pensare per animali” è invece il modo di rimembrare il passato “dell’interezza del vivente e della temporalità”, un concetto quindi universale per l’essere umano.

In questa analisi non possono tuttavia essere ignorate le tematiche fondamentali e più famose del pensiero canettiano, anche tenendo conto della diffusione delle opere dell’autore, non così conosciuto come potrebbe sembrare, viste le implicazioni politiche e sociali del suo immenso lavoro di osservazione della realtà novecentesca. Grande fama hanno infatti ottenuto le sue tre autobiografie, ma nonostante i rimandi ai suoi testi – spesso vengono infatti riportati aforismi e citazioni dai suoi scritti sparsi – si tratta di un autore ancora non approfondito in maniera soddisfacente ed Elias Canetti. Pescatore nei secoli inizia quindi a riempire un vuoto nello studio della letteratura. Complice nella mancanza di uno studio approfondito è certamente la sua dedizione ad affrontare temi diversi e soprattutto legati all’essere umano e alle sue interazioni, toccando così ambiti differenti tra loro e difficilmente raggruppabili in un unico pensiero. Il già citato tema ambientalista con le riflessioni sul mondo animale ne è solo un esempio, che mostra tuttavia la varietà di pensiero di Canetti se egli viene accostato, ad esempio, ai suoi scritti sulla forza della massa. Questa varietà di temi, unita al fatto che solo negli ultimi decenni del Novecento si sia iniziato a osservare in profondità l’opera canettiana, rende l’autore particolarmente attuale, nonostante le basi dei suoi scritti risalgano spesso alla prima metà della sua vita.

Attraverso l’opera di Musci il pubblico troverà certamente ottimi spunti per comprendere meglio i testi canettiani in questo lavoro di identificazione delle modalità di osservazione della realtà e di pensiero di chi ha passato la propria esistenza a riflettere sulle manifestazioni dell’umano nel contesto sociale del tragico – seppur affascinante – Novecento europeo.

 

Apparato iconografico: 

Immagine di copertina e immagine 1: https://www.stoccolmaaroma.it/elias-canetti-nobel-combatteva-morte/ 

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