Marko Ristić: l’ultimo custode del segreto surrealista

Lara Pasquini Perrott

Marko Ristić (1902­-1984) è stato il capogruppo del movimento surrealista serbo che iniziò a svilupparsi nella città di Belgrado nel 1922, ma venne reso ufficiale solo nel 1930 con la pubblicazione dell’almanacco Nemoguće ­ – L’impossibile (1930).

Ristić fu spesso definito come l’alter-­ego del fondatore del surrealismo francese André Breton. La loro amicizia e stima reciproca è testimoniata da carteggi, interviste e dalla loro partecipazione nelle riviste surrealiste francesi e nelle riviste surrealiste serbe. Nell’articolo  di  Ristić  intitolato Nadrealizam –­ Surrealismo, pubblicato nel primo numero della rivista serba Svedočanstva –­ Testimonianze (21 novembre 1924 pp. 13­-14), egli presenta dei concetti chiave del surrealismo francese esposti nel primo Manifesto (1924) scritto da Breton.

Nell’autunno del 1925, a Parigi, il surrealismo serbo viene menzionato da Benjamin Péret nella rivista francese Le Journal littéraire, nella quale egli scrive che il surrealismo presenta molti  aderenti a Belgrado, dove il movimento letterario sta assumendo dimensioni sempre più grandi ed importanti. I nomi dei surrealisti serbi sono anche menzionati nel Cahier interne du Bureau de recherches surréalistes, dove Breton menziona il collega Marko Ristić, il quale, sottolinea Breton, doveva essere tenuto al corrente delle loro attività (in realtà i due scrittori si scrivevano da due anni).

Ristić aveva un’ammirazione totale nei confronti del suo maestro e amico André, di cui seguiva assiduamente i lavori. Per Ristić, il pensiero e la poetica di Breton rappresentarono la più bella scoperta della sua vita di poeta e scrittore. A questo proposito, nell’intervista per la Radiodiffusion française, nel 1956, raccontò del suo debito verso Breton e il surrealismo:

”Credo che una probità elementare mi imponga di dire qui, senza indugio, tutto ciò che devo a questo movimento, a coloro che ne furono i primi e i principali animatori, per rendere un omaggio senza misura a colui, le cui parole, mi hanno toccato di più e istruito nella maniera più decisiva, intendo ovviamente dire André Breton.”

Per comprendere la nascita dell’amicizia tra Ristić e Breton, vi è la necessità di spiegare brevemente il legame che si instaurò tra il surrealismo francese e il surrealismo serbo. Nel 1915 la Serbia, dopo aver resistito per più di un anno all’armata austriaca, venne attaccata dall’offensiva comune dei tedeschi, bulgari e austriaci che costrinse l’armata serba a ritirarsi attraverso l’Albania verso l’isola greca di  Corfù. Nel dicembre del 1915, per salvare i giovani serbi (tra cui alcuni dei futuri surrealisti), la Francia ­ in quanto fedele alleata della Serbia ­ inviò una  grande quantità di navi che portarono la gioventù serba dall’isola di Corfù in diverse città di Francia, dove poterono proseguire gli studi.

Marko Ristić, durante la Prima guerra mondiale, si recò in Svizzera e successivamente, dopo aver conseguito il diploma liceale, si trasferì a Parigi. Nella capitale francese, i surrealisti serbi parteciparono assiduamente alle riunioni tenutesi al Café de la Place Blanche e scrissero in alcuni numeri delle celebri riviste francesi come La Révolution Surréaliste e Le Surréalisme au Service de la Révolution. Anche i surrealisti francesi collaborarono alle riviste serbe come per esempio Nadrealizam danas i ovde ­- Surrealismo oggi e qui.

Pertanto, dopo questo periodo di emigrazione in Francia, i surrealisti serbi tornarono negli anni  Venti a Belgrado e si fecero portavoce di una sensibilità estremamente moderna, creando le basi per la nascita della seconda centrale europea del surrealismo. Il surrealismo serbo si sviluppò  dunque parallelamente al surrealismo francese e i surrealisti serbi tornarono a più riprese a Parigi per incontrare i colleghi francesi.

L’interesse del surrealismo francese verso le attività letterarie di quello serbo e la loro collaborazione si notano per esempio nel quinto numero della rivista La Révolution surréaliste (15 ottobre 1925), dove venne pubblicato l’intero romanzo illustrato surrealista serbo Vampir (pp. 18­-19) tradotto dal belgradese Monny de Boully e la poesia Se tuer (Uccidersi) di Marko Ristić (p. 8):

[…]
Sono invaso da questa porpora leale
Dei tempi, dove tutte le notti si abbeverano La speranza del più grande è assurda Nella fiamma incurante del sogno
[…]

Nelle camere cullate al di là del sonno Tuffarsi più che nella vita in questo fiume
Dove bruciano i giorni a venire a morire dal ridere Palombaro annegato su una lettiga
Preciso all’incontro dove la morte si riflette.

La poesia Se tuer che Ristić scrisse direttamente in francese ci apre le porte del sogno in piena notte. Secondo i surrealisti la condizione esistenziale dell’uomo è indiscutibilmente legata alle manifestazioni dell’inconscio. I surrealisti tramite diversi espedienti, tra i più famosi vi è quello dell’ipnosi, cercano di stimolare l’io interiore.

Nel 1922, i surrealisti francesi inaugurano La période des sommeils, dove ipnotizzati si lasciano cullare dalle onde dell’inconscio. In questa poesia sembra che Ristić cerchi di ricostruire questa esperienza. Negli ultimi cinque versi, Ristić evoca delle ”camere cullate al di là del sonno” (chambres bercées au delà du sommeil), dove l’uomo si tuffa in una vita interiore, ”dove bruciano i giorni a venire” (où brulent les jours à venir) in una dimensione altra, dove l’uomo precipita nei  meandri dell’inconscio e incontra il riflesso della morte. La morte non è connotata in senso negativo, bensì inaugura una sorta di rinascita, poiché l’esperienza dell’ipnosi, che permette la conoscenza della sfera inconscia, porta l’essere umano ad abbracciare la vera vita.

Il surrealismo, rispetto alle altre avanguardie serbe che nacquero nella letteratura serba tra le due guerre, è forse il più significativo da un punto di vista stilistico e anche per quanto concerne l’organizzazione e la coesione del movimento.

Le tematiche principali della poesia surrealista serba, come si può notare anche dalla poesia precedentemente citata, sono l’onirismo, la questione della condizione umana e la scrittura automatica. Ciononostante, tutta la poetica surrealista serba si fonda sul concetto dell’inconscio, che come afferma il critico Jovan Deretić, si presenta come ”una categoria assoluta, un valore vitale e non estetico”.

Questo totale affidamento all’inconscio viene esplorato nell’opera teorica del surrealismo serbo scritta da Koča Popović e Marko Ristić intitolata Nacrt za jednu fenomenologiju iracionalnog ­ Disegno per una fenomenologia dell’irrazionale (1931). In quest’opera, la definizione dell’inconscio è emblematica: esso viene concepito dai due autori come una sorta di amalgamarsi  tra la sfera conscia e inconscia.

Infatti, per comprendere la poetica surrealista serba, ma anche francese, bisogna sottolineare che essa si muove tra due realtà: quelle esteriore e quella interiore, poiché i surrealisti creano un universo, dove la realtà diurna viene fusa in quella notturna. La sfera notturna, impulsiva e irrazionale, è l’unica che può portare l’uomo verso la scoperta della verità.

Marko Ristić, come d’altronde la sua guida André Breton e gli altri surrealisti francesi e serbi, hanno esplorato l’universo notturno e onirico che diventò spesso il paesaggio interiore delle loro poesie.

La poetica di Ristić, come affermava lui stesso, è erede dei grandi poeti preromantici e romantici serbi. Egli si ispira ai grandi poeti romantici serbi come Branko Radičević e Laza Kostić, al poeta visionario Đura Jakšić e al poeta del nirvana Vladislav Petkovič Dis. Ristić voleva in un certo senso trasmettere il passaggio dalla poesia della tradizione serba alla modernità dell’avanguardia surrealista, per ribadire, che ogni poesia vera è surrealista.

Per addentrarci nella poetica onirica di Ristić analizzeremo un’altra poesia che scrisse  in francese. È importante constatare che le poesie redatte in francese durante i suoi numerosi soggiorni parigini rimasero inedite per più di cinquant’anni. Nel 1991 viene pubblicata la  raccolta delle poesie francesi di Marko Ristić  curata da Branko Aleksić.

“Ciò che Marko Ristić incontra a Parigi in un angolo casuale, ciò che vede a Parigi vola al gioco del risveglio, [si manifesta] come la pulsazione dell’ideale nella scrittura surrealista automatica […]. In ogni soggiorno a Parigi, i tempi e le epoche si condensano dietro le quinte della grande città, riportati dalla sua crescente intimità alle dimensioni di un “villaggio”.

La poesia si intitola Nuit Diurne (Notte Diurna) e si trova nella raccolta Ville­âge poèmes en français. (op.cit., pp. 66-­7).

Si tratta di una poesia scritta nel 1937, quando il movimento surrealista si era già spento. Ci sembra che riassuma bene le principali tematiche surrealiste che abbiamo esposto fino ad ora. Il  titolo evoca chiaramente l’idea di una notte che si  fa al medesimo tempo giorno. Una notte luminosa, dove l’uomo è ”il luogo sognato per l’occlusione  del sogno” (l’endroit rêvé pour l’éclosion du rêve). Tra l’inconscio e l’uomo nasce un dialogo:

[… ]
Atour de quel axe d’immémorial équilibre
Tournoie ce dialogue entre toi et tout ce qui te suffit L’éclair te domine entre l’orage et l’absence
Où jamais plus tu ne te retrouveras

Une fumée bleue et pure descend vers la mer
Et rien ne se signale de plus présent à l’horizon des souvenirs.

[…]

[…]
Attorno di quale asse d’immemorabile equilibrio Volteggia questo dialogo tra te e tutto quello che basta Il fulmine ti opprime tra la tempesta e l’assenza
Dove mai più ti ritroverai
Una nebbia blu e pura scende verso il mare
E niente si rivela di più presente all’orizzonte dei ricordi. […]

Il tempo viene scandito dall’eternità dell’amore, del mare, del destino, della vita:

[…] Le corail du désir croît de ses tiges vivantes À travers les vagues lourdes de la durée glauque
Une floraison de cristal naît sur l’écran uni et transparent
Dont rien ne fait prévoir l’effondrement
Si ce n’est une lente et imperceptible lézarde
Qui se fraie son chemin à travers les couches denses du passé
Pour atteindre au faîte de cet immense Nocturne
Qui enveloppe la clarté blessée et l’ardente flamme de tes jours.[…]

[…] Il corallo del desiderio cresce dai suoi steli viventi Attraverso le onde pesanti della durata triste
Una fioritura di cristallo nasce sullo scudo unito e trasparente
Di cui niente fa prevedere il cedimento Se non una lenta e impercettibile crepa
Che si fa strada attraverso i densi strati del passato Per attendere all’apice di questo immenso Notturno
Che avvolge la luce ferita e l’ardente fiamma dei tuoi giorni. […]

Marko Ristić, nonostante la dissoluzione del gruppo surrealista all’inizio degli anni Trenta, gli rimase fedele per tutta la vita, manifestando anche nei suoi lavori successivi una poetica surrealista. Nel 1938, a Zagabria, pubblicherà la lunga poesia decisamente surrealista, Turpituda, che verrà censurata dal regime jugoslavo. Nel 1939, verrà accusato da Tito di essere amico intimo del deviato borghese André Breton, della trotzkista Parigi e di voler integrare nel surrealismo il marxismo.

Come il filosofo Sarane Alexandrian e molti  altri studiosi del surrealismo individuano come  data della fine del surrealismo francese la morte di André Breton, mi pronuncerei, affermando, che la vera conclusione del capitolo surrealista serbo fu segnata dalla perdita del grande poeta Marko  Ristić.

Prima di morire, Ristić scrisse su un biglietto:

Je suis le dernier détonateur
du secret détenteur surréaliste”

”Sono l’ultimo detonatore
del segreto detentore surrealista

 

 

Bibliografia
Aleksić, Branko, “Breton à propos du surréalisme en Yougoslavie“, in Nadrealizam u svom i našem vremenu, Beograd, Filološki Fakultet, društvo za kulturnu saradnju Srbija-­Francuska, 2007, pp. 43-­54
Aleksić, Branko, “Cinq poètes surréalistes serbes: Radojica Živanović­Noe, Stevan Živadinović­-Bor, Djordje Kostić, Monny de Boully, Marko Ristić“, in Mélusine: Cahiers du centre de recherche sur le surréalisme, n° XXX Surréalistes serbes, Paris, L’Âge d’Homme, 2010, pp. 219­-237
Béhar, Henri; Novaković, Jelena; Aleksić, Branko, “De la place blanche à la ville blanche“; in Mélusine: Cahiers du centre de recherche sur le surréalisme, n° XXX Surréalistes serbes, Paris, L’Âge d’Homme, 2010, pp. 9­-15
Breton, André, Manifeste du surréalisme, Poisson soluble, aux éditions du Sagittaire, 1924.
Deretić, Jovan, Istorija srpske Književnosti, Beograd, Nolit, 1983.
Kapidžić­-Osmanagić, Hanifa, Le surréalisme serbe et ses rapports avec le surréalisme français, Paris, Société Les Belles Lettres, 1968. (La traduzione di brani tratti da questo testo sono stati fatti per l’occasione da me L.P.P.) Kapidžić­-Osmanagić, Hanifa, “Historique des relations surréalistes franco­ serbes, in Mélusine: Cahiers du centre de recherche sur le surréalisme, n° XXX Surréalistes serbes, Paris, L’Âge d’Homme, 2010, pp. 17­-27.
Mitrović, Bojan; Mitrović, Marija, Storia della cultura e della letteratura serba, Lecce, ARGO, 2015.
Novaković, Jelena, Tipologija nadrealizma: (pariska i beogradska grupa), Beograd, Narodna knjiga  Alfa, 2002.
Novaković, Jelena, Recherches sur le surréalisme, Sremski Karlovci­-Novi Sad, Izdavačka knjižarnica Zorana Stojanovića, 2009.
Novaković, Jelena, “Belgrade, la seconde centrale surréaliste en Europe, in La littérature serbe dans le contexte européen : texte, contexte et intertextualité, sous la direction de Milovoj Srebro, Bordeaux, Maison des sciences de l’Homme d’Aquitaine, 2013, pp. 195­-213.
Popović, Koča ­ Ristić, Marko, Esquisse d’une Phénoménologie de l’Irrationnel, sous la direction de Paolo Scopelliti, Branko Aleksić et Jelena Novaković, Paris, Éditions Mimésis, 2016.
Ristić, Marko, Nox microcosmica (1923­-1953), Beograd, Nolit, 1955.
Ristić, Marko, Ville-­Âge poèmes en français, textes établis et présentés par Branko Aleksić, Thaon, Amiot.Lenganey, 1991. (La traduzione di brani tratti da questo testo sono stati fatti per l’occasione da me L.P.P.) Smitran, Stevka, Il surrealismo serbo: storia e poesia, Roma, Bulzoni Editore, 1985.

Riviste surrealiste
La Révolution Surréaliste, n°5, Librairie Gallimard, Paris, 15 octobre 1925
(La traduzione di brani tratti da questo testo sono stati fatti per l’occasione da me L.P.P.) Svedočanstva, broj 1, Beograd, Rodoljub, 21 novembar 1924

Apparato iconografico 
Immagine in evidenza: https://balkanekspresrb.rs/arhive/48194 
1. http://nadrealizam.rs/fr/artistes/marko­-ristic­-biographie
2. https://www.andrebreton.fr/en/work/56600100129511

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *