“verso il bianco”. Un estratto dal poema di Katarína Kucbelová

 A cura di Martina Mecco

 

Il poema k bielej (“verso il bianco”) è stato pubblicato dalla scrittrice slovacca Katarína Kucbelová nel 2022 per la casa editrice Artforum. Andergraund Rivista ha avuto modo di intervistare la scrittrice nel 2023, indagando le caratteristiche della sua scrittura e i temi da dei indagati sia in ambito poetico che prosaico.

La traduzione oggi presentata è relativa alla prima parte del poema ed è stata realizzata, sotto la supervisione di Zuzana Němčíková, in occasione della diciottesima edizione di Ritratti di poesia, evento tenutosi a Roma lo scorso aprile. La traduzione verrà successivamente inserita nel secondo volume dell’Antologia della letteratura slovacca contemporanea. 


1.

tre figure scalano
il pendio bianco

non è neve
solo erba lucente, secca  

il peso lascia il corpo
come ad alta velocità
ma rimanendo sul posto

sono troppo in basso
non direbbe stiano camminando

non direbbe sia ferma

si può definire movimento?

 

2.

le cime appuntite degli abeti

non è neve
solo nudo legno
lassù
dove il vento roteava
come un fiocco di neve gigante

l’ultimo anno è andato sprecato?

un drone cadente
ha quasi colpito una sciatrice

un ramo inzuppato è cascato di fronte a noi
è finito sull’auto
nell’ammaccatura del cofano
si sono subito raccolte
gocce d’acqua

un albero è precipitato nel lago
i rami gelano nel ghiaccio
una fragile alleanza conifera

quante cose non sentiamo?

il bosco si dissolve
nella nebbia
nel ghiaccio come ultimi brillano

buchi
radici che risalgono dalla superficie

battaglie feroci che non vediamo
i fiocchi infine si dissolveranno sull’acqua

 

3.

il riscaldamento si può misurare
con l’odore

dodici gradi profumano

rimasugli non sciolti dell’orientamento

dondoliamo
ondeggiamo con la testa

sarà il vento?

battiti
solo a un ritmo molto più lento

impassibili
ondeggiamo

sbottonandoci
passiamo da un piede all’altro
restando in superficie
coi vestiti che ci cadono addosso

impassibili con noi stessi
ondeggiamo coi corpi

potremmo andare a dormire
ma possiamo anche restare
svegli?
diciamo non del tutto gelati

abbiamo tempo
domani non sarà diverso
un po’ più di nebbia
non noteremo differenza

ondeggiamo
in tonfi sordi
dondoliamo coi torsi
al rallentatore
ma sempre a ritmo
talvolta ci aggrappiamo ai rami

secondo dopo secondo
minuto dopo minuto

assaporiamo il vento
catturando i fiocchi
immergiamo le lingue ferite
tremolano spaventate sotto il fresco guscio cristallino
la neve si scioglie per la tiepida pressione umida

arriva il suo momento

facciamo questo
perché che altro
che altro potremmo fare

se saremo fortunati
ci addormenteremo
se saremo fortunati
non ci scioglieremo quando gli occhi
smetteranno di oscillare sotto la superficie
tremolare
in moto accelerato
non ce ne ricorderemo

4.

tre figure salgono sulla collina
o due?

si è perso qualcuno nella luce?

(è una luce calda o fredda?)

nelle profondità luminose vibrò un messaggio
che non ci aspettavamo

(è una notizia buona o cattiva?)

non è un messaggio
è un’offerta vaga e obsoleta

5.

siamo giunti in cima
seduti su una roccia

nella brezza fresca
nell’immobilità e nel silenzio
abbiamo smesso di respirare
e iniziato a percepire
il battito del cuore

ognuno il suo

il rumore della propria circolazione sanguigna

ora siamo
lontane piattaforme petrolifere
enormi ganci da rimorchio
centri di coltura per migliaia di microrganismi
giganteschi villaggi turistici

che stiate bene
che abbondiate di serenità e pace
che siate pieni d’amore e gentilezza
che siate felici

sono la vostra casa
il vostro ecosistema
la vostra patria
la vostra polis
la vostra terra
la vostra dimora

alcuni di voi sono miei ospiti
siete arrivati da lontano
enjoy and have fun
sentitevi come a casa vostra

vi aspetta ancora una lunga avventura

6.


la casa è un concetto della nostra cultura
non dovete sentirvi legati al nostro stile di vita 

feel free

 

7.

si prevedono regolarmente
forti gelate e un gran numero di morti

prima
ci piacevano le previsioni del tempo

trasportati nel passato
non ricordavamo
quando faceva meno venti
una volta persino meno trentotto

proprio in questo luogo

non ricordiamo
ma le previsioni ci rimandano
alle precedenti
testimonianze
di tentativi di sopravvivenza

non vogliamo ricordare
non lo faremo
non dobbiamo farlo

tardi, ma sappiamo
che nemmeno col maltempo non si tratta di abiti adeguati
ma è tutta questione di

outfit 

 

8.

quando l’hanno risvegliata
non era più
la solita

aveva smesso di incontrarli
perché non parlavano con lei
ma con qualcuno che conoscevano

tempo fa

non aveva forze per nuovi incontri

quanto ne è passato di tempo?
quanto tempo non sarebbe troppo?

voleva ancora

attendere alcune stagioni di fila

e intanto diventava un’umana
di ultima scelta

avevano paura di lei

ma le portavano i figli
con cui non sapevano più cosa fare
lei con loro si intendeva

con schiavi e servi
vecchi e disabili
a volte la cercavano madri sole
o dirigenti d’azienda soli
si intendeva con tutti
non faceva nient’altro, stava lì
e dicevano
di trovare risposte

ne parlavano fra loro e continuavano a temerla

alcuni venivano solo per raccontarle
ciò che temevano di dire a chiunque altro
sapeva che alcune storie devono essere raccontate
almeno a qualcuno

quando non capiva
chiedeva e loro rispondevano
era tutto ciò che faceva

la temevano come
le loro decisioni che non potevano revocare
investimenti emotivi non ripagati
tempo perso che iniziava a scivolare via
mentre aspettavano
di dormire, di ordinare
di atterrare, in coda
alla fine
di un film

continuavano a venire da lei
spesso le ripetevano la stessa cosa
a mano a mano scoprì
che a volte una storia va raccontata
ancora e ancora
prima che abbanodni l’uomo lasciandolo
vivere
o morire

9.

che stiate bene
che abbondiate di serenità e pace
che siate pieni d’amore e gentilezza
che siate felici

10.

doveva essere neve liquefatta
che si era congelata e aveva iniziato a sciogliersi

gli alberi hanno iniziato a liberarsi
dagli strati di ghiaccio

a prepararsi rassegnati

siamo grati per ogni fenomeno
che possiamo osservare
forse per mantenere l’illusione

che sapremo agire
usare le nostre armi

mannaie, coltelli per formaggio
grattugie e arnesi di ogni tipo

non vogliamo fare la fine dei fiocchi

sulla superficie

11.

è una notizia buona o cattiva?

quella buona si perde nella luce?
quella cattiva la inghiottisce l’oscurità?

la luce è un labirinto o un imbuto?
è l’oscurità un imbuto o un labirinto?

quella buona la inghiottisce la luce?
quella cattiva si perde nell’oscurità?

scompariranno? si fermeranno? si spegneranno?

sarà così l’ultima fase di riduzione?
la rinuncia a sapori nostalgici e tristi?
a sfumature misteriose e profumate?
a tonalità eccitate e contenute?
a combinazioni gioiose di colori?
quante cose ancora vediamo?

quante cose sentiamo per ora?
l’intensificarsi vibrante
di frese e seghe rotanti
come si toccano mute e nostalgiche?
come si afferrano quiete e malinconiche?
come si affondano silenziose e deliziose?
come singhiozzeranno impercettibili e nitide?

era un singhiozzo o un sospiro?

l’hai sentito?

12.

non ricordiamo

quante stagioni dura questo inverno?
oh, ages
come?

secoli

quando vogliamo l’estate, viaggiamo
lo stesso con la primavera
e c’è chi vuole scambiare per un po’ l’inverno
con l’abbandono e il perdono autunnale
per prepararsi di nuovo, stavolta con più attenzione
(dovevamo saperlo?)
o andare indietro nel tempo, esplorare
lasciare che le storie si scongelino e ricongelino
forse hanno capito che tornare dalla primavera o dall’estate

sarebbe stato fatale

alcuni negano
alcuni non usano più

quella parola

passano il tempo a discutere definizioni più adatte
ma è solo un’altra attesa della primavera
che dovevano ingannare
con qualche attività
è così che si chiariscono i dubbi
è temporaneo? è permanente?

se finirà, tutto sarà come prima?
come sempre?

ce lo ricordiamo?
dovremo abituarci a qualcosa di nuovo?
dobbiamo già iniziare?
dovevamo iniziare prima?

nuove definizioni creano gruppi di persone
inclini a una qualche risposta
alcuni gruppi hanno iniziato a identificarvisi
alcuni no, ma lo facevano gli altri
alcuni sono più grandi
taluni vogliono persuadere gli altri
altri non sono interessati
e c’erano persone che non volevano creare definizioni nuove
alcuni si sono riuniti in gruppi, altri erano contrari
altri dicevano che non era globale
e se non era globale non aveva senso
era solo l’inverno, niente di più, e così via

a volte ci chiediamo se sia davvero inverno
i fiocchi dovrebbero essere così?
nella manica si accumulano come uova di rana
difficile da fotografare e pungono il viso

e in molti, in molti se ne sono andati
alcuni pensavano per sempre
altri dissero che era per un po’
alcuni sono tornati e altri sono rimasti
indipendentemente dai loro piani

13.

ma non è andata così!
perché menti?

14.

il corpo è diventato pesante come è un macigno
non riusciva ad alzarsi

sgusciata dalla sua figura
lasciandovi tutto il peso
il peso del corpo divenne irrilevante
lo guardò dall’alto
invece che alleggerita era spaventata
e ritornò

quanto sforzo ci vuole per muovere
un organismo vivo
degli organismi vivi
in questa casa, dimora, patria, polis

il peso si è distribuito
nel movimento condiviso
nello scivolare dei corpi
in giorni gelidi
ogni vetta andrà bene
ogni fuga

15.

urla, ma sono lontani
non la sentono
è davvero la sua voce?
ha ancora una voce?