Constantin Noica e le sindromi della creazione: “Sei malattie dello spirito contemporaneo”

Lara Pasquini Perrott

Nel 2017, l’editrice milanese Carbonio ha pubblicato, nella traduzione di Mira Mocan, il saggio Sei malattie dello spirito contemporaneo (1978) di Constantin Noica, nel quale il filosofo romeno redige una profonda analisi di sei sindromi – da lui originalmente coniate – dalle quali è afflitto lo spirito contemporaneo.

Link al libro: https://carbonioeditore.it/le-collane/zolle/sei-malattie-dello-spirito-contemporaneo-constantin-noica/


Constantin Noica (25 luglio 1909 – 4 dicembre 1987), uno dei pensatori più importanti del XX secolo, è purtroppo ancora poco conosciuto in Italia, nonostante le traduzioni del Trattato di ontologia (ETS, 2007) e del Saggio sulla filosofia tradizionale (Solange Daini, 2007).

Egli ha esplorato innumerevoli ambiti della filosofia come la storia della filosofia, la logica e l’ontologia per la quale aveva una particolare predilezione. Originario di una famiglia di ricchi proprietari terrieri, Noica ha studiato alla Facoltà di lettere e filosofia a Bucarest, ed è poi diventato dottore in filosofia nel 1940.

Dopo la Seconda guerra mondiale, l’Armata Rossa occupa la Romania, abolisce la monarchia e instaura un regime detto di democrazia popolare. Durante gli anni della dittatura comunista, tutte le proprietà che Noica aveva ereditato dal padre gli vengono confiscate.

Noica è condannato ad un domicilio forzato a Cîmpulung-Muscel dal 1949 al 1958 e dopo viene imprigionato dal 1958 al 1964. Viene liberato nel 1965 e diventa ricercatore al Centro di logica dell’Accademia rumena a Bucarest. Quando va in pensione si stabilisce a Paltinis, nei Carpazi meridionali, dove fonda, una scuola filosofica sui generis che ha rappresentato un fenomeno culturale unico nell’Europa del XX secolo.

Nel saggio Sei malattie dello spirito contemporaneo, il concetto di malattia dello spirito contemporaneo non viene inteso come un’antinomia della normalità, bensì come sinonimo. Lo spirito umano accuserà dunque di sintomi, di malattie, con delle manifestazioni intellettuali strettamente legate al suo malessere, creando opere artistiche o scientifiche, poiché per Noica l’essere equivale ad un malessere.

Questo malessere in quale modo può essere collegato alla letteratura? Nella concezione del filosofo romeno, le forme della cultura in toto, professando una sorta di ossessione per la perfezione, non sono altro che strutturalmente malate. In altre parole, la perfezione è essa stessa una malattia, proprio come l’imperfezione.

Il tormento dell’esistenza umana, tema prediletto in letteratura è, secondo Noica, determinato dal senso di vuoto, generato a sua volta dalla malattia dell’Essere. Questo significa che le malattie dello spirito rimarranno malattie senza rimedio, sindromi eterne simboleggianti un male necessario per la sopravvivenza dei valori e delle caratteristiche dell’umanità.

Le sei malattie costituzionali dell’uomo possono portare a sei grandi tipi di affermazione umana. Non si può parlare quindi di una guarigione da esse, e una medicina entis non avrebbe senso. Si tratta soltanto di conoscerle e di riconoscervisi, solidali al destino dell’umanità […] Si potrebbe parlare di sei età dell’uomo, così come di sei oggetti del suo amore; esistono sei modi di creare e, allo stesso tempo, si potrebbe dire, sei modi di costruire dei sistemi filosofici; sei tipi di cultura, sei tipi di libertà; altrettante sono le esperienze della storia, le casualità con le corrispettive necessità, i significati dell’infinità e quelli del nulla.” (p. 41)

Le malattie che ci illustra Noica in questo saggio sono sei (catholitetodetitehoretiteahoretia, atodetia e acatholia) e secondo il filosofo si originano in relazione al sentimento di ricerca o di rifiuto espresso nei confronti dell’elemento generale (katholou in greco), dell’individuale (tode ti, “quel qualcosa”) e delle conseguenti determinazioni (horos, ovvero il limite, il confine). Le tre altre malattie sono considerate dall’autore come delle malattie della lucidità, siccome consistono nel rifiuto del conscio e si ottengono dalle prime, aggiungendo il prefisso privativo a-: acatholia, atodetia, ahoretia. In tal modo, si ottengono tre coppie simmetriche: catholite – acatholia, todetite – atodetia, horetite – ahoretia.

Nella catholite, l’uomo desidera essere: Vuole essere per gli altri, per sé, in assoluto, nella storia, vuole essere in quanto statua, fama, giustizia, verità, creatore, distruttore – purché sia”. (p. 43) “E mentre la placidità abituale delle cose, in relazione all’essere, dipende dal fatto di non poter acquisire, da sé, un “altro” generale, la sofferenza dell’uomo sta nel fatto di poterne avere un altro, ma senza ottenerlo davvero. (p. 44)

La todetite è la malattia provocata dalla mancanza dell’individuale. Essa è, secondo Noica, la malattia della perfezione. Talvolta si potrebbe ipotizzare che persino la natura stessa soffra di questa malattia, e di sicuro ne soffre l’essere divino. La coscienza religiosa dell’uomo ha provato spesso, pensando alla perfezione del divino, la sofferenza di non vederlo incarnato in nulla, ed è arrivata a cercarlo nei meteoriti caduti dal cielo o nelle realtà che sulla terra sembravano miracolose.” (p. 65) Inoltre, l’autore sostiene che nella creazione umana e artistica si possa scorgere una predisposizione alla todedite, poiché ogni creazione si presenta all’inizio come il tentativo di elevare stati d’animo verso un senso generale. È ciò che accaduto sempre a Balzac. Infervorato dal senso generale della Commedia Umana, si è sentito in dovere di rendere conto di tutta la comunità francese e di radicare questo senso nella realtà individuale del mondo contadino della sua epoca; e allora ha scritto i romanzi contadini, che non ebbero successo.” (p. 76)

L’horetite denota i disordini delle determinazioni che si danno gli uomini e le cose, una condizione che può farle precipitare, ma anche rallentare fino alla loro scomparsa.” (p. 85) Di questa malattia hanno sofferto personaggi come Don Chisciotte, il Faust e persino il filosofo Nietzsche. Emblematico è l’esempio di Luigi XIV: Quando un uomo, sia anche un re, dice: “Lo Stato sono io!”, si assume addirittura il generale nel proprio destino individuale e pretende di dare, al mondo circostante e a sé stesso, le determinazioni adeguate. […] Il povero re di Francia dev’essersi intrappolato da solo perché o incarnava davvero lo Stato, oppure doveva ricorrere a una perpetua mistificazione. (pp. 98-99)

Le tre malattie della lucidità sono invece delle sindromi, dove l’uomo si ammala consapevolmente, attraverso il rifiuto dei tre termini ontologici: rifiuto del generale, dell’individuale e delle determinazioni. La lucidità è diventata dunque una fonte di disordine nella vita dell’uomo.

L’ahoretia rappresenta la scomparsa di un senso generale in grado di riflettere armoniosamente la diversità delle determinazioni e della realtà individuale. Considerando che l’ahoretia è soprattutto la malattia del nostro mondo decadente, Noica pone la modernità sotto il segno di un’eterna attesa di Godot. Come altre malattie della mente, possiede la capacità paradossale di rafforzare i poteri creativi nel momento stesso in cui potrebbe annientarli – perché, sia che agisca troppo o per niente – l’uomo moderno si scontra inevitabilmente con l’abisso del nulla.

In seguito, l’atodetia, la tipica malattia della cultura, si può per esempio manifestare nella fase della tarda maturità dei popoli e degli individui, prendendo il volto della raffinatezza, del modellamento, della sfumatura, del cerimoniale, della cultura e infine del commento.” (p. 132). I popoli rifiutano dunque l’individualità, sostituendola, con l’anima della comunità: un’anima che può ben rifiutare le coscienze individuali, finché queste non si innalzano alla coscienza personale.” (p. 156)

Infine, l’achatolia è la malattia della civiltà. Noica, prende in esame l’Illuminismo, sostenendo che l’Illuminismo è comparso come negazione di qualunque generale, soprattutto di quelli già dati (Dio, anzitutto) e, con la sua acatholia costitutiva, si sarebbe detto che non fosse destinato, per definizione a ritrovarsi in nessun generale.” La sesta malattia ha creato un’intelligenza vuota (Illuminismo), un’intelligenza pratica (empirismo e nominalismo anglosassone), favorendo un mondo tecnologico. Ma, questa malattia potrebbe essere, nonostante tutto, la sesta promessa della Terra, su cui le precarietà dell’essere esercitano, nella versione dell’uomo, il loro incanto.” (p. 182)

L’ultimo capitolo del saggio è dedicato ad un’analisi sul carattere e le sei malattie del popolo romeno.

In conclusione, questo saggio di una profondità disarmante, ruota intorno al comune denominatore di una mancanza dell’essere spirituale, e i personaggi letterari, le personalità storiche e i filosofi citati si integrano nell’ampio flusso di uno sconvolgimento generale che riguarda tutti i valori e tutte le conquiste del passato e del presente. La letteratura resta dunque per Noica il risultato sublime di una perturbazione che funge da stimolatore ontologico. Essa ci chiama, inconsapevolmente, a rimodificare la triade dell’Essere, segnata inevitabilmente dallo squilibrio più o meno pronunciato di uno dei suoi termini ontologici.

Bibliografia:

Conférence : Symbolon 13 – Constantin Noica – un modèle culturel ? Décembre 2017, tenue au Centre « Mircea Eliade » et Université Lyon 3, Ionel BUSE et Jean-Jacques WUNENBURGER (sous la direction), Volume : 13.

Constantin, Noica, Sei malattie dello spirito contemporaneo, trad. Mira Mocan, Milano, Carbonio, 2017.

Diana Beaume, «La littérature comme maladie de l’esprit : l’apport roumain à la théorie comparatiste», TRANS- [Online], 1 | 2005, Pubblicato il 27 dicembre 2005, consultato il 20 gennaio 2021. URL : http://journals.openedition.org/trans/94; DOI: https://doi.org/10.4000/trans.94

Sorin, Lavric, Constantin Noica, un philosophe méconnu, Traduit du roumain par Gabriele Blebea, in Argument, vol. 8, no. 2 Printemps-été 2006, consultato il 15 gennaio 2021 Url : http://www.revueargument.ca/article/2006-03-01/361-constantin-noica-un-philosophe-meconnu.html

Apparato iconografico:

Immagine di copertina: https://cs.m.wikipedia.org/wiki/Soubor:Constantin_Noica_2.jpg

Immagine 1: https://carbonioeditore.it/le-collane/zolle/sei-malattie-dello-spirito-contemporaneo-constantin-noica/

Immagine 2: https://www.memorialsighet.ro/constantin-noica/

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